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Al via «Rete Imprese Italia», un soggetto unico per le PMI

/ REDAZIONE

Lunedì, 10 maggio 2010

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Nasce a Roma “Rete Imprese Italia”, il nuovo soggetto di rappresentanza unitario delle PMI e dell’impresa diffusa. Da oggi le cinque maggiori organizzazioni dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo (Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confesercenti e Casartigiani) saranno riunite sotto un unico logo. Presentata ufficialmente nella capitale, presso l’Auditorium Parco della Musica, la Rete conta oltre 4,2 milioni di unità produttive e 14 milioni e mezzo di addetti, di cui 9 milioni sono lavoratori dipendenti. Una realtà che, potenzialmente, è in grado di rappresentare il 94,7% del tessuto produttivo privato, esclusi i settori dell’agricoltura e dei servizi di intermediazione monetaria e finanziaria.
Le imprese coinvolte, infatti, producono circa il 60% del valore aggiunto italiano, impiegando il 58,5% di tutti gli occupati del nostro Paese. 
L’obiettivo - ha spiegato il pres. di Confcommercio, Carlo Sangalli, nel corso del suo intervento inaugurale - è senz’altro quello di contrastare la frammentazione, valorizzando l’effettivo contributo delle PMI alla crescita e allo sviluppo italiano. Cinque i “buoni principi” su cui poggia la nuova Rete: la tutela rigorosa della legalità; il pluralismo imprenditoriale; l’attenzione alle ragioni dei consumatori; l’apertura dei mercati; l’impegno per una maggiore competitività del sistema-Paese.
Per i prossimi sei mesi, sarà lo stesso Sangalli, numero uno di Confcommercio, il primo portavoce della Fondazione: una funzione essenziale in sede istituzionale, poiché sarà l’unico delegato a partecipare ai tavoli di trattativa. La guida passerà poi, a rotazione per altri sei mesi, ai presidenti restanti: Marco Venturi (Confesercenti), Giorgio Guerrini (Confartigianato), Ivan Malavasi (CNA) e Giacomo Basso (Casartigiani). 
Il “varo” della Rete ha raccolto un plauso bipartisan. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, “tutto ciò che significa aggregazione e semplificazione del quadro di rappresentanza è positivo. L’importante - ha aggiunto - è che sia un modo con cui l’insieme dei datori di lavoro si consolidano e concorrano alle intese riformiste”. (Redazione)

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