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Contribuenti.it: aumenta l’evasione fiscale nel primo quadrimestre 2010

/ REDAZIONE

Lunedì, 17 maggio 2010

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Evasione fiscale in aumento nel BelPaese: nel primo quadrimestre 2010, l’imponibile evaso è aumentato del 6,7%, pari a 371 miliardi di euro l’anno; 156 miliardi, se parliamo di imposte sottratte all’erario. Lo ha reso noto l’Associazione Contribuenti Italiani dal proprio sito web, specificando che si tratta di una stima commissionata a KRLS Network of Business Ethics.

Cinque le aree di evasione fiscale monitorate. In primis l’economia sommersa: l’imponibile sottratto al fisco sarebbe pari a 135 miliardi di euro; il capitolo “lavoro nero” fa peraltro segnare cifre da capogiro, con circa 2,4 milioni di italiani coinvolti. Di questi, 850mila sarebbero lavoratori dipendenti che hanno un secondo o terzo impiego. 34 miliardi di euro l’ammontare dell’evasione di imposta stimato.
La seconda area sensibile è quella dell’economia criminale, realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno quattro regioni del Sud-Italia, detengono il controllo di buona parte del territorio. Stando a Contribuenti.it, il giro di affari non “contabilizzato” si attesterebbe sui 178 miliardi di euro con un’imposta evasa di 63 miliardi.

La terza area, poi, è composta dalle società di capitali, escluse le grandi imprese. Dal quadro emerge che l’81% delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (53%) o meno di 10mila euro (28%). “In pratica - spiega l’Associazione - su un totale di 800mila società di capitali operative l’81% non versa le imposte dovute”. In questo caso, l’evasione fiscale è calcolata intorno ai 18 miliardi di euro circa.
Le big company sono protagoniste della quarta area considerata: una su tre, infatti, ha chiuso il bilancio in perdita senza pagare le tasse. Inoltre, la stragrande maggioranza (94%) abusa del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi fra le società del gruppo, trasferendo la tassazione nei Paesi privi di controlli fiscali. Il danno per il fisco ammonta così a 31 miliardi.
Quinta area è, infine, quella relativa all’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese, attraverso la mancata emissioni di scontrini, ricevute e fatture: 10 miliardi all’anno l’ammontare del denaro non versato.

L’analisi approfondisce poi la distribuzione geografica. Secondo i dati dello scorso aprile, gli evasori fiscali si sono moltiplicati soprattutto in Lombardia (+10,1%), che ha fatto registrare anche il maggior aumento dell’evasione (+11,2% nei primi quattro mesi del 2010. Al secondo e al terzo posto il Veneto (+9,2%) e la Campania (+8%). Seguono Valle d’Aosta (+7,3%), Lazio (+7,1%), Liguria (+6,3%), Emilia Romagna (+6,1%), Toscana (+5,4%), Piemonte (+5,2%), Marche (+5%), Puglia (+4,5%), Sicilia (+4,5%) e Umbria (+4,4%). (Redazione)

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