Agenzia delle Entrate e Provincia di Torino contro i «furbetti» del no-profit
Una task force per smascherare le truffe del finto “no profit”: è quanto si propone l’accordo operativo siglato ieri da Provincia di Torino e Agenzia delle Entrate. Alcune attività commerciali, infatti, si dichiarano “enti no profit” per poter usufruire abusivamente dei benefici fiscali concessi alle associazioni senza scopo di lucro.
“L’obiettivo dell’accordo - ha spiegato Vincenzo Palitta, direttore regionale piemontese dell’Agenzia - è quello di evitare abusi particolarmente riprovevoli da parte di quanti fanno concorrenza sleale alle altre attività commerciali”.
L’assessore provinciale alle politiche della cittadinanza attiva, Mariagiuseppina Puglisi, ha invece sottolineato il valore sociale delle associazioni di volontariato: “Questo protocollo - ha detto - non vuole esasperare il controllo nei loro confronti, ma anzi tutelare quegli enti e associazioni benefiche che realmente lavorano per il bene della comunità”.
Stanto ai dati, dietro l’etichetta di “no profit” coesiste una quantità assai variegata di soggetti: Onlus (967 soltanto in provincia di Torino), associazioni di volontariato (ufficialmente 984), circoli sportivi, ricreativi e culturali. L’accordo consentirà di incrociare le relative banche dati, individuando gli enti “sospetti”. Spesso - rivelano le Entrate - si tratta di bar, ristoranti, sale da ballo e palestre. (Redazione)
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