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OCSE: in Italia la ripresa è partita, ma a passo lento

/ REDAZIONE

Mercoledì, 26 maggio 2010

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PARIGI - La ripresa in Italia è partita, ma per tutto il 2010 “procederà a passo lento” e solo nel 2011 “si rinforzerà un po’“. Lo dicono le previsioni dell’OCSE, pubblicate nell’annuale Economic Outlook, presentato oggi in occasione dell’apertura del Forum 2010. Le ultime stime dell’organizzazione parigina sul nostro Paese confermano quelle diffuse nell’ultimo rapporto: la crescita nel 2010 sarà dell’1,1%, con un picco dell’1,5% nell’ultimo trimestre, e nel 2011 arriverà all’1,5%. Cifre solo leggermente inferiori a quelle della zona euro, che sempre secondo l’OCSE crescerà dell’1,2% nel 2010 e dell’1,8% nel 2011. Il vecchio continente farà comunque peggio degli Stati Uniti, in crescita del 3,2% sia quest’anno che il prossimo, e anche dell’insieme delle 30 economie OCSE, che cresceranno del 2,7% nel 2010 e 2,8% nel 2011. “La crescita sta procedendo” sintetizza il capo economista dell’Organizzazione, Pier Carlo Padoan, sottolineando che le stime per l’insieme dei Paesi membri mostrano un percorso di ripresa “più rapido di quanto previsto” nell’Outlook dell’anno scorso. Le notizie non sono però tutte positive. Sia per l’Italia che per il complesso dell’area OCSE restano forti le preoccupazioni per l’occupazione, che non accenna a riprendersi nonostante il ritorno in positivo degli indicatori economici. Nel nostro Paese in particolare, prevede l’organizzazione, la disoccupazione sarà dell’8,7% nel 2010 e “continuerà a crescere lentamente nel 2011”, toccando quota 8,8%. Livelli comunque inferiori a quelli complessivo della zona euro (10,1% nel 2010 e 2011) e a quello degli Stati Uniti (9,7% nel 2010, 8,9% nel 2011). Scongiurato invece, sempre secondo l’Ocse, il rischio contagio della crisi greca sui tassi d’interesse del debito italiano. L’effetto del recente terremoto sui mercati obbligazionari sullo spread dei titoli nostrani è stato infatti “limitato”, anche se la differenza rispetto ai bund tedeschi si è comunque “un po’ ampliata”. Merito, precisa l’organizzazione, anche dell’attenta sorveglianza di bilancio del governo, che in particolare “é riuscito a mantenere insolitamente bassa la crescita della spesa complessiva per il 2009”. Una cautela che potrebbe però non bastare, dato che “anche gli introiti (fiscali dell’Italia) dovrebbero restare abbastanza contenuti”. Per questo, conclude l’Ocse, “il raggiungimento della riduzione del deficit prevista nel piano aggiornato del governo sul patto di stabilità Ue richiede tagli alle uscite più ambiziosi”. (Ansa)

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