Pubblicati gli indicatori di anomalia per valutare finanziamento del terrorismo o riciclaggio
Sulla G.U. n. 230 di oggi è stato pubblicato il provvedimento 24 agosto 2010 della Banca d’Italia, contenente gli indicatori di anomalia per gli intermediari, al fine di agevolare la valutazione sugli eventuali profili di sospetto riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.
Tali indicatori, riportati nell’allegato al provvedimento, sono volti a ridurre i margini di incertezza connessi con valutazioni soggettive o con comportamenti discrezionali e intendono contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento degli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette.
Gli indicatori di anomalia, articolati in sub-indici che ne costituiscono un’esemplificazione, sono:
- indicatori connessi al cliente;
- connessi alle operazioni o ai rapporti;
- connessi ai mezzi e alle modalità di pagamento;
- relativi alle operazioni in strumenti finanziari e ai contratti assicurativi;
- relativi al finanziamento del terrorismo.
Gli intermediari devono segnalare le operazioni sospette a prescindere dal relativo importo e devono segnalare anche le operazioni sospette rifiutate o comunque non concluse e quelle tentate, nonché quelle sospette il cui controvalore sia regolato in tutto o in parte presso altri intermediari, nazionali ed esteri, se di dubbio profilo reputazionale ovvero operanti in Paesi o territori a rischio.
Gli intermediari adottano procedure interne di valutazione idonee a garantire tempestività della segnalazione, riservatezza dei soggetti coinvolti nell’effettuazione della segnalazione stessa e omogeneità dei comportamenti. Inoltre, si possono avvalere di procedure di selezione automatica delle operazioni anomale basate su parametri quantitativi, quali l’importo o la frequenza delle operazioni, e qualitativi, quali la tipologia e le modalità di utilizzazione dei servizi.
La segnalazione è un atto distinto dalla denuncia di fatti penalmente rilevanti e va effettuata indipendentemente dall’eventuale denuncia all’autorità giudiziaria. (Redazione)
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