Verso il via libera alla legge di stabilità il 20 dicembre
Dieci giorni per approvare la legge di stabilità: il Parlamento dovrebbe dare il via libera definitivo al provvedimento il 20 dicembre, in modo da consentire al Presidente della Repubblica di sciogliere le Camere già il giorno successivo. Il Ddl. dovrebbe però mantenere in gran parte il suo profilo, senza inglobare tutti i decreti legge pendenti e ospitando “solo” qualche modifica e qualche proroga.
Le misure sull’Ilva e sullo sviluppo infatti dovrebbero infatti essere approvate (il secondo dovrebbe incassare l’ok della Camera senza modifiche), così come il Ddl. parlamentare per l’attuazione del pareggio di bilancio. Destinato a naufragare invece il DL sul riordino delle Province: nella tarda serata di ieri, infatti, i partecipanti ai lavori della Commissione Affari costituzionali del Senato hanno deciso che il decreto non sarà convertito, anche se oggi verrà convocata una riunione dei capigruppo al Senato per esaminare le possibili vie di uscita. L’unica operazione di salvataggio alla quale si starebbe lavorando è quella che punta a introdurre nella legge di stabilità la proroga del pacchetto che rivede le funzioni, così da evitare il caos istituzionale evocato dallo stesso Governo.
In bilico, ancora, le sorti del DL “Salva infrazioni”, che parzialmente potrebbe essere travasato nella stessa legge.
Il “puzzle” del timing dei provvedimenti, al quale ha lavorato il Ministro per i Rapporti con il Parlamenti Piero Giarda, che ieri ha incontrato il Capo dello Stato, sarebbe dunque quasi composto, nonostante le diverse spinte dei partiti. Se, infatti, il Pdl a parole offre la propria disponibilità a procedere a tappe forzate, nei fatti non sembra essere interessato a imprimere una velocizzazione particolare all’esame dei provvedimenti. Al contrario, il Pd non ha certo nascosto l’intenzione di accelerare il più possibile per evitare che il Parlamento resti aperto dopo il 21 dicembre.
La parola “fine” la metteranno le Conferenze dei capigruppo di Camera e Senato, che molto probabilmente si riuniranno oggi.
Calendario a parte, sul tavolo della legge di stabilità restano alcuni temi aperti: si va dagli enti locali (patto di stabilità e sanità inclusi) alla Tobin tax, passando per gli ammortizzatori in deroga, la proroga per le assunzioni nella P.A. e le ricongiunzioni previdenziali. Chiuso invece il capitolo produttività, sul quale nessuno appare intenzionato a intervenire ulteriormente, mentre si tratta ancora sulle risorse per i territori colpiti dal sisma dell’Emilia e su una serie di questioni minori come la tassazione della reversibilità delle pensioni di guerra, l’università, l’editoria e un pacchetto di modifiche in materia di sviluppo.
Intanto, c’è chi riprova a “infilare” un condono edilizio nel provvedimento. Carlo Giovanardi, senatore del Pdl che non aveva votato il DL sui costi della politica degli enti locali perché non era stata inserita una sanatoria edilizia per la Campania, è infatti tornato a proporre un condono immobiliare di tipo tombale. Tentativo che era già stato fatto recentemente, con un emendamento presentato dall’ex Ministro della Giustizia Nitto Palma. La proposta di sanatoria, avanzata da Giovanardi durante l’esame della legge di stabilità, ha scatenato dure critiche ha parte di Legambiente, Pd e Verdi. (Redazione)
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