Da lunedì, Ddl. di stabilità all’esame del Senato
Il Ddl. di stabilità dovrebbe approdare all’esame dell’Aula del Senato a partire da lunedì prossimo, 17 dicembre, con l’obiettivo di approvarla, se non nella stessa giornata, almeno martedì, dopo la probabile richiesta di fiducia da parte del Governo. L’ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Potrebbe essere invece in bilico il Ddl. per attuare il principio di bilancio, ai sensi del nuovo sesto comma dell’art. 81 Cost., il quale prevede che le norme fondamentali per assicurare l’equilibrio tra entrate e spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni siano stabilite da una apposita legge che dovrà essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. Se la Conferenza dei capigruppo ha deciso che non lo approverà, d’altro canto sarebbe partita una trattativa per approvare un provvedimento che rientra nel “pacchetto” degli impegni che l’Italia ha preso con l’Europa.
“Stop” pressoché certo, invece, per il DL sul riordino delle Province e per il Ddl. delega fiscale. Se, però, una parte del testo del primo provvedimento – che rivede le competenze dei Comuni – potrebbe essere “recuperata” nella legge di stabilità, per il secondo pare non esservi speranza. La delega fiscale, infatti, dopo essere approdata in Senato, è stata rinviata alla Commissione Finanze, dove sarebbe destinata a rimanere: potrebbe invece salvarsi la norma che prevede l’“autoannullamento” delle cartelle esattoriali cosiddette “pazze”, nonostante il parere negativo del Ministero della Giustizia.
Di conseguenza, la legge di stabilità, già discretamente corposa, rischia di diventare una sorte di provvedimento “monstre” nel quale, riprendendo lo schema delle classiche Finanziarie del passato, potrebbe comparire un po’ di tutto. Oltre ad ammortizzatori in deroga, ricongiunzioni onerose dei contributi previdenziali, precari della P.A., esodati, modifiche alla Tobin tax e al patto di stabilità interno, già annunciati da Governo e senatori, nella legge potrebbero confluire parti del Milleproroghe di fine anno ed eventuali modifiche al Ddl. di conversione del DL 179/2012, contenente ulteriori misure urgenti per la crescita e lo sviluppo del Paese. Questo DL, infatti, va convertito entro il 18 dicembre e, dopo il via libera da parte del Senato nei giorni scorsi, il Governo ha posto la fiducia su un testo blindato anche alla Camera, salvo modifiche successive da inserire nella legge di stabilità.
Stessa sorte, infine, potrebbe essere riservata al decreto sull’ILVA: potrebbe, cioè, essere consegnato al Parlamento per la conversione o rientrare nella legge di stabilità.
Senza contare il DL “Salva infrazioni”, già approvato dal Consiglio dei Ministri “depurato” di tutte le misure in materia di monitoraggio fiscale. (Redazione)
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