Legge di stabilità, possibile slittamento dei lavori della Commissione
I Comuni sono al centro del confronto dei lavori sulla legge di stabilità. Dopo le richieste dell’ANCI, infatti, si sta valutando se sia possibile reperire le risorse. Questo potrebbe comportare uno slittamento dei lavori. La Commissione Bilancio del Senato doveva chiudere i lavori in nottata per consentire l’approdo del provvedimento in Aula per le 10 di oggi, ma questo timing potrebbe slittare e la Commissione potrebbe avere la necessità di riunirsi anche questa mattina.
Ieri, comunque, si sono registrate altre novità, come l’approvazione degli emendamenti sul sisma in Emilia e sul congelamento della riforma delle Province e delle Città metropolitane.
Il rimpinguamento delle risorse per gli enti locali era il capitolo più importante per i senatori, che ha frenato il cammino della legge a Palazzo Madama. Per superare l’impasse, il Ministro Vittorio Grilli, in una riunione con il Presidente della Commissione Bilancio, Antonio Azzollini (Pdl), e con i relatori, Giovanni Legnini (Pd) e Paolo Tancredi (Pdl), ha dato il via libera all’aumento dei fondi.
Nel dettaglio, in mattinata la Commissione ha approvato due emendamenti: il primo prevede la cosiddetta “busta paga pesante” per i lavoratori delle zone colpite dal sisma del maggio scorso, che potranno restituire a rate i contributi INPS e INAIL non pagati entro il 21 dicembre; il secondo, come anticipato, stabilisce il congelamento degli effetti dell’abrogazione delle Province, ma anche della nascita delle Città metropolitane.
Nel pomeriggio, dopo una riunione di quattro ore dei relatori con il Tesoro, è arrivato l’emendamento su Comuni e Province, per i quali ci saranno 1,250 miliardi, di cui 250 milioni di minori tagli e un miliardo di allentamento del patto di stabilità. I Fondi destinati ai Comuni per lo sforamento del patto di stabilità interno salgono a 600 milioni; quelli per le Province a 200. In più, ci sono 180 milioni per i piccoli Comuni, sotto i 5.000 abitanti, nonché ulteriori 20 milioni per quei Comuni che hanno adottato il bilancio sperimentale. Tale impostazione non è però piaciuta ai sindaci, presenti a Palazzo Madama con il presidente dell’ANCI, i quali chiedono che la riduzione dei tagli passi da 250 a 500 milioni di euro.
Via libera anche all’emendamento che dispone che il gettito IMU nel biennio 2013-2014, della fetta spettante finora allo Stato, finirà ai Comuni. Nelle casse dell’Erario resterà invece il gettito derivante da capannoni e opifici.
Per ciò che concerne la TARES (o RES), ), il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi istituito dall’art. 14 del DL 201/2011, il primo pagamento slitterà dal 1° gennaio 2013 al prossimo mese di aprile. (Redazione)
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