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L’UE amplia lo spettro di applicazione della Tobin Tax

/ REDAZIONE

Venerdì, 15 febbraio 2013

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Nuova proposta di Tobin Tax della Commissione europea, che ora dovrà essere approvata dagli undici Paesi, tra cui l’Italia, che hanno deciso di introdurla senza il resto dell’UE. Bruxelles ha deciso ieri di ampliare il raggio d’azione che, in base alla nuova proposta, colpirà tutte le transazioni che toccano gli undici Paesi in qualsiasi modo: sia se vengono effettuate da soggetti residenti in uno degli Stati, sia se la transazione viene effettuata in uno degli Stati e anche se lo strumento finanziario “nasce” in uno degli Stati.

Si tratta delle prima tassa di questo tipo a essere applicata da un’area composta da più Stati. Per quanto riguarda le aliquote, la nuova proposta riprende lo 0,1% per bond e azioni e lo 0,01% per i derivati. Secondo i calcoli di Bruxelles, genererà un “tesoretto” di 30-35 miliardi di euro all’anno. Per l’Italia la stima era di un miliardo all’anno, secondo il Governo. Sono escluse le transazioni di e con BCE, EFSF, ESM, UE e le operazioni degli Stati nella gestione del loro debito.

Inoltre, per proteggere l’economia reale, non si applica alle operazioni di cittadini e imprese (ad esempio prestiti, pagamenti, assicurazioni, depositi), né alle operazioni tradizionali di investimento delle banche né alle transazioni finanziarie previste da piani di ristrutturazione.

Il Commissario alla fiscalità Algirdas Semeta ha spiegato che è stato ampliato lo spettro d’applicazione per evitare al massimo la possibilità di “sfuggire alla tassa”. Ma è chiaro che “non sarà possibile la doppia tassazione”, cioè la Tobin tax non sarà in conflitto con quei Paesi, come Italia, Spagna e Portogallo, che hanno deciso di introdurla a livello nazionale. (Redazione)

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