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Rifiuti: Anci, imprese e sindacati chiedono al Governo di rivedere il nuovo tributo Tares

/ REDAZIONE

Mercoledì, 27 marzo 2013

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Un intervento d’urgenza nel Consiglio dei Ministri di oggi che preveda, per il 2013, il mantenimento degli attuali regimi di riscossione del servizio di gestione dei rifiuti (TARSU, TIA1 e TIA2), assicurando, al contempo, le entrate riferite ai servizi pubblici indivisibili (pulizia del verde, illuminazione pubblica, ecc.). Questa la richiesta urgente contenuta nella lettera congiunta che l’ANCI, le associazioni di categoria delle imprese private e pubbliche del settore (FISE Assoambiente e Federambiente) e le organizzazioni sindacali (FIT Cisl, FP Cgil, Uil Trasporti e Fiadel) hanno indirizzato ieri al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Economia, dell’Interno e dell’Ambiente.

La lettera sollecita, in vista del CdM in programma oggi, l’adozione di un DL finalizzato a garantire i flussi finanziari relativi ai servizi di gestione dei rifiuti urbani.

Il DL 1/2013 (conv. L. 11/2013) – ricorda l’ANCI – ha, infatti, disposto lo slittamento al mese di luglio della scadenza della prima rata del nuovo tributo TARES. Tale misura sta determinando una grave crisi di liquidità che, oltre a pregiudicare un servizio indispensabile per i cittadini, mette a rischio la sopravvivenza delle imprese del settore e, conseguentemente, la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.
Sono già numerosi, infatti, i segnali di crisi incombente che pervengono da diverse realtà territoriali, destinati a tradursi in un concreto rischio di blocco dei servizi, che potrebbe realizzarsi già nelle prossime settimane, con inevitabili ricadute a livello ambientale per i cittadini e di immagine del nostro Paese nei confronti dell’opinione pubblica europea ed internazionale.
In assenza di un immediato intervento in materia, le associazioni hanno preannunciato forme di mobilitazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. (Redazione)

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