Al Consiglio dei Ministri di oggi, esame del DEF
All’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, in programma per questa mattina, figura il DEF 2013, con il quale il Governo fotografa la situazione macroeconomica e indica le linee di sviluppo, assieme al PNR (Programma nazionale delle riforme).
Non è ancora detto se ci sarà un via libera (esame “chiuso”). Stando ad alcune indiscrezioni, sarebbero infatti molti i dubbi dell’Esecutivo sull’opportunità di “chiudere” su un testo che conterrà le linee di sviluppo e le previsioni sulle quali sarà poi un nuovo Governo a doversi muovere, oltre al fatto che non sembra schiarirsi l’orizzonte politico parlamentare.
Dunque, si potrebbe esaminare un “testo aperto”, cioè pronto a eventuali correzioni scavallando l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica e affidando al nuovo Esecutivo il documento. I tempi sono però strettissimi e il Documento, incluso il Piano, dovrà essere inviato a Bruxelles entro il prossimo 20 aprile. Comunque, è già noto l’andamento dell’economia quest’anno e il prossimo: il Governo ha infatti dovuto chiedere al Parlamento l’ok alla variazione di bilancio per “far posto” allo 0,5% di deficit in più nel 2013 per pagare la prima tranche di arretrati della P.A. (poco meno di 40 miliardi). E così ha dovuto già scrivere che quest’anno proseguirà in “rosso”, col PIL a -1,3%, mentre l’anno prossimo ci sarà sempre un 1,3, ma con segno “più”.
Inoltre, è già pronto il percorso del deficit, anche se bisogna indicare come muoversi sulle prossime riforme: a iniziare dalle liberalizzazioni più volte tentate nel recente passato in Italia, passando per la politica industriale, fino alla riduzione dell’enorme stock di debito pubblico dopo il timido avvio del piano dismissioni da parte dell’attuale Governo e in presenza, dopo alcuni anni, di un discreto avanzo primario. C’è anche da capire come andrà a finire la “partita” più imminente del pagamento dei debiti della P.A. che, quando partirà, porterà a una nuova tranche di emissioni per il finanziamento.
La situazione impone, insomma, prudenza. Il CdM, quindi, potrebbe fare solo un primo giro d’orizzonte, anche perché sempre oggi è in arrivo il nuovo rapporto della Commissione UE sugli “squilibri macroeconomici” dell’Italia e di altri 12 Paesi. (Redazione)
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