ACCEDI
Mercoledì, 18 marzo 2026 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Imprese ed enti locali chiedono modifiche al decreto «sblocca debiti» della P.A.

/ REDAZIONE

Venerdì, 12 aprile 2013

x
STAMPA

Sono proseguiti ieri i lavori delle Commissioni speciali di Camera e Senato sul Ddl. (A.C. 676) di conversione del DL 35/2013, con le audizioni di rappresentanti di Confapi, UPI, ANCI, della Conferenza delle Regioni, dell’Alleanza delle cooperative italiane, di Federambiente e dell’ANCE.

Di certo, la discussione sulle misure del decreto “sblocca debiti” della P.A. non è priva di critiche e proposte.
Da una parte, infatti, il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, ha rilanciato ieri la possibilità – o meglio, la speranza – di mettere sul piatto non circa 40 miliardi in due anni come attualmente previsto, ma 60, che potrebbero arrivare “nei prossimi 12 mesi”, in particolare grazie alla possibilità di saldare i crediti già ceduti alle banche con i titoli di Stato.

Dall’altra, enti locali e associazioni d’impresa hanno già chiesto modifiche sostanziali al DL. Intanto, negli incontri che ha avuto con Pd e Pdl, Confindustria, ribadendo l’importanza del provvedimento e di arrivare alla sua conversione in tempi strettissimi, ha chiesto d’introdurre correttivi volti alla riduzione della complessità.
Anche secondo l’ANCE – associazioni nazionale costruttori edili, ascoltata ieri dalle Commissioni – il provvedimento parte bene, ma “mancano 13 miliardi in conto capitale”. Come ha spiegato infatti il presidente Paolo Buzzetti, i debiti certificati delle pubbliche amministrazioni verso le imprese costruttrici ammontano a 20 miliardi e nel decreto “sono 7,5 in conto capitale nel 2013, ma è inaccettabile che ci sia uno zero per il 2014”.

Per l’Alleanza delle cooperative, il testo va migliorato, semplificando e accelerando le procedure per la riscossione dei crediti, per evitare il rischio che resti lettera morta, mentre la CNA (artigiani) lancia l’allarme: il DL, infatti, nasconderebbe una “stangata” pari a 10 miliardi in oneri fiscali e costi burocratici per imprese e cittadini.

Critiche sono poi arrivate anche dagli enti locali. Per il presidente dell’ANCI, Graziano Delrio, il DL “risolve solo in parte i problemi dei Comuni in materia di patto di stabilità interno” e, inoltre, “fornisce liquidità per 20 miliardi di euro nel 2013, ma a Comuni e Province va solo una minima parte rispetto alle necessità manifestate”. Ancora più drastico il parere delle Province, a cui sarebbero imposti tagli per 1,2 miliardi. A detta del presidente dell’UPI, Antonio Saitta, “sono a rischio i servizi essenziali per i cittadini, come pure l’ordinario pagamento degli stipendi dei 57.000 dipendenti provinciali”.

UPI e ANCI, durante la loro audizioni congiunta, hanno anche avanzato la proposta di rivedere le sanzioni pecuniarie e disciplinari nei confronti dei dirigenti pubblici che daranno luogo con ritardo alle procedure necessarie ai fini dei successivi pagamenti. “Le sanzioni le abbiamo chieste noi e intendiamo difenderle sino all’ultimazione dell’iter legislativo – ha replicato Enrico Zanetti, deputato di Scelta Civica –. Di eliminare le sanzioni personali sui dirigenti pubblici non se ne parla, per quanto ci riguarda già più volte è accaduto in passato che l’inerzia degli uffici pubblici, come se il tracollo del settore privato non li riguardasse, abbia vanificato la messa a disposizione di risorse”.

Osservazioni sul DL sono infine arrivate dai tecnici della Camera. Innanzitutto, si dovrebbero chiarire gli stanziamenti del fondo per lo sblocco dei pagamenti, indicando a quali pagamenti sono destinate le risorse e l’impatto. Inoltre, il Governo dovrebbe precisare la portata normativa del provvedimento nel caso di piani di rientro. Rilievi, infine, anche sul piano fiscale, in particolare per quanto la TARES. Il rinvio del pagamento della maggiorazione standard all’ultima rata – si legge nel dossier – potrebbe comportare dei problemi di liquidità per gli enti locali, che hanno già manifestato le loro difficoltà finanziarie dovute al mancato incasso della prima rata. (Redazione)

TORNA SU