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Stop all’aumento dell’IVA «in salita»

/ REDAZIONE

Mercoledì, 29 maggio 2013

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L’aumento dell’IVA ordinaria dal 21 al 22% scatterà inesorabilmente tra poco più di un mese, a meno che il Governo non intervenga rapido con un decreto. Le parole del Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, però, fanno apparire questa ipotesi decisamente “in salita”.

Al Ministero si è al lavoro per cercare coperture che consentano la riduzione, nuovi tagli di spesa, anche perché la chiusura della procedura d’infrazione per deficit eccessivo che arriva da Bruxelles libererà risorse ma solo nel 2014. Mentre il 2013 è già “blindato”, perché, per pagare parte dei debiti arretrati della P.A., il deficit arriverà al 2,9%, cioè un decimale sotto il livello critico del trattato di Maastricht. Quello che, se si supera, fa scattare una nuova procedura. Quindi, sarà il caso di iniziare a fare i conti preventivamente con questo nuovo rincaro che, come più voci hanno confermato, colpirà soprattutto i meno abbienti e le famiglie con più figli. Con rincari per una famiglia media che alcuni valutano fino a circa 350 euro l’anno.

Saccomanni ha spiegato che la procedura di infrazione europea nei confronti dell’Italia potrebbe essere chiusa e “ci sono ottime chance”, ma eventuali margini di intervento “si aprono soprattutto per il 2014”. Ad una domanda più approfondita sul fatto se sia più o meno possibile sterilizzare l’aumento dell’IVA, il Ministro ha replicato: “Dobbiamo concentrarci sugli investimenti”. Una prudenza dovuta al ruolo di “guardiano dei conti”, anche se i tecnici sono al lavoro per fermare l’aumento, in particolare dal Pd, che preferirebbe utilizzare risorse più su questo fronte che sull’IMU.
A confermare, però, le difficoltà, ci sono anche le parole del Ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, che certo non sono incoraggianti: “Non dico che l’aumento di un punto dell’IVA sia inevitabile, ma bisogna prima verificare l’equilibrio complessivo del bilancio”.

Insomma, Saccomanni e Delrio non rispondono con un “sì” secco alla domanda sulla cancellazione dell’aumento, segno che il problema è tutt’altro che risolto almeno al momento. Poi, non si tratta certo dell’unico problema: in questo quadro di incertezza finanziaria, vanno anche trovati i soldi per evitare l’aumento della tributo comunale sui rifiuti, far ripartire gli incentivi edilizi, aiutare i giovani a trovare un impiego, ecc.

Una buona notizia, però, c’è: il Governo – ha confermato Saccomanni – ha all’esame la questione dei ticket sanitari. “Di questo abbiamo parlato con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, stiamo lavorando”. Ma se la notizia è buona per chi non pagherà un ticket più salato in caso, ad esempio, di esami, non lo è per i conti pubblici, che nel 2014 si troveranno con 2 miliardi in meno. (Redazione)

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