Presentate oltre 550 proposte di modifica al DL in materia di lavoro
Eliminare dai criteri per gli incentivi alle assunzioni di giovani la condizione di single con persone a carico. È quanto propone un emendamento dei relatori al Ddl. di conversione del DL 76/2013, con misure su lavoro e IVA, all’esame congiunto delle Commissioni Lavoro e Finanze del Senato.
Il testo del decreto, infatti, prevede l’incentivo per i datori di lavoro che assumano, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, lavoratori tra i 18 e i 29 anni che presentino almeno una tra tre situazioni: senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; senza un diploma di scuola media superiore o professionale; soli con una o più persone a carico. Per quest’ultima condizione, che corrisponde sostanzialmente a quella di monogenitori, viene avanzata la soppressione. D’altra parte, anche dalle statistiche, era già emerso come si trattasse di casi isolati, molto rari tra le persone tra i 18 e i 29 anni. Rimarrebbero così solo le prime due opzioni (senza lavoro da almeno mezzo anno o con al massimo la licenzia di scuola media).
Un altro emendamento, sempre dei relatori, propone inoltre il divieto di accesso agli incentivi per le imprese che assumono il lavoratore solo a seguito di licenziamento. In base alla modifica, quindi, i lavoratori per cui si sia concluso il rapporto di lavoro a causa di licenziamento per riduzione del personale non potrebbero coincidere con i lavoratori per i quali al datore è riconosciuto il bonus.
Inoltre, nell’emendamento viene precisato come le assunzioni debbano comportare un incremento occupazionale netto, ad eccezione di alcuni casi: posti liberati a seguito di dimissioni volontarie, invalidità, pensionamento per raggiunti limiti d’età, riduzione volontaria dell’orario di lavoro o licenziamento per giusta causa.
In un terzo emendamento, sempre a firma dei relatori, viene ancora proposto di aumentare la soglia dell’indennità destinata all’impresa che assume a tempo pieno e indeterminato lavoratori che fruiscono dell’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi). Il datore, infatti, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore riceverebbe un contributo mensile pari al 70% e non più al 50% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata data al lavoratore.
L’avvio del voto sul Ddl. di conversione del DL 76/2013 è atteso per domani pomeriggio nelle Commissioni riunite Lavoro e Finanze. Oggi, secondo quanto riferito dal relatore Salvatore Sciascia, sono stati presentati oltre 70 subemendamenti, che, assieme agli emendamenti già accumulati, porta il conto a oltre 550 modifiche da sottoporre al vaglio delle due Commissioni. Tra stasera e domattina dovrebbe invece arrivare il parere della Commissione Bilancio. Il provvedimento dovrebbe approdare in Aula martedì prossimo, 23 luglio. (Redazione)
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