In vigore da oggi il decreto «salva banche»
Come annunciato dal Governo al termine del CdM di ieri, sulla Gazzetta Ufficiale n. 273 di oggi è stato pubblicato il DL 22 novembre 2015 n. 183, contenente disposizioni urgenti per il settore creditizio. Il provvedimento entra in vigore oggi.
Come spiegato da Palazzo Chigi nel comunicato stampa diffuso ieri, il decreto contiene alcune norme procedimentali volte a agevolare la tempestiva ed efficace implementazione delle procedure di risoluzione di Nuova Cassa di risparmio di Ferrara, Nuova Banca delle Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Cassa di risparmio di Chieti. Il provvedimento consente di dare continuità all’attività creditizia – e ai rapporti di lavoro – tutelando i correntisti.
In particolare, nella cornice del nuovo quadro normativo in materia di gestione delle crisi bancarie definito dai DLgs. nn. 180 e 181 del 16 novembre 2015, la Banca d’Italia ha deliberato il 21 novembre i provvedimenti di avvio della risoluzione, approvati dal Ministro dell’Economia e delle finanze a seguito della positiva decisione della Commissione europea sui programmi di risoluzione previsti nei provvedimenti stessi.
Come spiegato dal Governo, il decreto legge ha un ambito estremamente circoscritto. Esso è volto unicamente a:
- costituire tempestivamente le nuove banche (banche-ponte) contemplate dai provvedimenti di avvio della risoluzione delle banche in questione;
- definire un quadro normativo certo sulle modalità con cui saranno raccolti i contributi da parte del settore bancario al Fondo di risoluzione nazionale successivamente all’integrale avvio del meccanismo di risoluzione unico;
- definire le modalità per l’applicazione alle nuove banche della disciplina fiscale in materia di imposte differite attive già in vigore per tutti gli istituti di credito.
Il decreto legge non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione. Inoltre, in piena conformità con quanto previsto dal DLgs. 180/2015, i provvedimenti di avvio alla risoluzione non prevedono il ricorso al bail-in.
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