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I dividendi non sono frutti civili

/ REDAZIONE

Sabato, 3 gennaio 2026

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La Cassazione, nella sentenza n. 34221/2025, ribaltando quanto affermato dalla Corte d’Appello di Roma nella sentenza del 13 aprile 2022, ha stabilito che i dividendi non sono frutti civili perché non sono la conseguenza dell’utilizzo della res, ma rappresentano il portato di un’attività economica di produzione e scambio di beni e servizi conseguito quando vengano ottenuti utili nell’esercizio dell’attività d’impresa e la società decida di distribuirli.

I dividendi non maturano automaticamente e, di conseguenza, non possono considerarsi come un corrispettivo del godimento dei capitali conferiti da parte di terzi (ex art. 820 comma 3 c.c.); anche perché la distribuzione è deliberata dall’assemblea e non esiste un diritto all’ottenimento degli utili, se non di quelli la cui misura è stabilita, appunto, dall’assemblea stessa. In precedenza è configurabile solo una semplice aspettativa. I frutti civili, di contro, si distaccano dal capitale al momento della loro maturazione, ossia giorno per giorno in ragione della durata del diritto, e, dunque, presentano il carattere della periodicità e non possono essere concettualmente equiparati ai dividendi e a tutti quei “premi” che costituiscono, invece, un aumento di valore della res conferita dipendente dal caso.

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