X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Sabato, 15 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Niente sanzioni se il cliente non sa dell’indebita compensazione del professionista

Il contribuente deve dimostrare di aver querelato tempestivamente l’intermediario una volta venuto a conoscenza della frode

/ Giorgio INFRANCA e Pietro SEMERARO

Martedì, 8 ottobre 2019

x
STAMPA

download PDF download PDF

Non vanno applicate le sanzioni amministrative, ai sensi dell’art. 6 comma 3 del DLgs. 472/1997, nel caso in cui il contribuente dimostri di non essere stato a conoscenza dell’indebita compensazione di crediti inesistenti, operata fraudolentemente dal professionista incaricato. È essenziale, a tal fine, che il contribuente, una volta che abbia avuto conoscenza della frode commessa dall’intermediario, abbia tempestivamente proceduto a sporgere querela all’autorità competente.

Questo è il principio che emerge da due sentenze della Provinciale di Reggio Emilia (la n. 17/2/19 del 21 gennaio 2019 e la n. 190/2/19 del 18 settembre 2019) investita dell’impugnazione di due atti di recupero di crediti inesistenti che trovavano origine nella stessa condotta, tenuta verosimilmente ...

CONTENUTO RISERVATO AGLI ABBONATI

ABBONANDOTI POTRAI AVERE UN ACCESSO
ILLIMITATO A TUTTI GLI ARTICOLI

ACCESSO ABBONATI

Recupera Password

Non sei ancora un utente abbonato
e vuoi saperne di più?

TORNA SU