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Giustizia tributaria, anche ADC e ANC contro la proposta della Corte dei Conti

/ REDAZIONE

Mercoledì, 30 ottobre 2019

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Anche ADC e ANC si schierano contro la possibilità che i contenziosi di natura tributaria vengano definiti da giudici appartenenti alla magistratura contabile. L’ipotesi è al centro del dibattito da qualche giorno, ovvero da quando la Corte dei Conti, con una risoluzione inviata al Presidente del Consiglio Conte si è autocandidata alla gestione della giustizia tributaria, in quanto “magistratura posta dalla Costituzione a salvaguardia degli interessi dell’Erario”.

La risoluzione ha suscitato perplessità e tanti pareri contrari, tra cui quelli dell’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi e dell’Associazione magistrati tributari, tutti sostanzialmente convinti che chi è chiamato a dirimere i contenziosi tra Fisco e contribuenti debba essere un giudice terzo e non apertamente schierato a difesa delle Casse dello Stato.

A tali critiche si aggiungono quelle dei due sindacati guidati da Enzo De Maggio e Marco Cuchel, secondo cui la giustizia tributaria necessita “certamente di una profonda riforma”, ma “non può esistere alcuna esigenza riformatrice in grado di legittimare interventi impropri, che rischiano di minare gli stessi principi ispiratori della giustizia tributaria, sacrificandoli ad una logica esclusivamente economica di garanzia delle entrate pubbliche”.

Per questo, l’auspicio delle due associazioni dei commercialisti è che il legislatore “prenda atto degli evidenti limiti della proposta contenuta nella risoluzione della Corte dei Conti e decida di fare una scelta diversa di riforma, nel segno del principio di legalità e del corretto rapporto Fisco-Contribuente”.

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