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Sabato, 4 luglio 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Passaggi interni nel calcolo del fatturato per il contributo a fondo perduto

Secondo l’Agenzia delle Entrate sono da computare anche le cessioni di beni ammortizzabili

/ Emanuele GRECO

Sabato, 27 giugno 2020

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In merito alla determinazione del fatturato (di aprile 2019 versus aprile 2020), ai fini dell’accesso al contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del DL 34/2020, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che dovranno essere considerate le operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile 2019/2020 (circolare n. 15/2020).
Inoltre, sono richiamate le indicazioni contenute nella circolare n. 9/2020 (§ 2.2.5 e 2.2.6) ove, tra l’altro, si specifica che alle suddette cessioni e/o prestazioni “vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA”.

Nella sostanza, non assumerebbe rilievo il volume d’affari realizzato mensilmente dal soggetto passivo (determinato ai sensi dell’art. 20 del DPR 633/72) ma l’effettiva somma algebrica di cessioni e prestazioni effettuate nel periodo (art. 6 del DPR 633/72).

Dall’impostazione delle Entrate ne consegue, tra l’altro, che si dovranno computare nel fatturato di aprile 2019/2020 anche:
- le cessioni di beni ammortizzabili (aspetto confermato nella circ. n. 15/2020 e nelle istruzioni del modello per l’istanza del contributo a fondo perduto);
- i passaggi interni di beni tra attività separate (art. 36 comma 5 del DPR 633/72), come nel caso del passaggio di prodotti tra un’attività agricola e un’attività agrituristica.

Alla luce dei chiarimenti di prassi sembrerebbero rilevanti, nella determinazione del fatturato, anche i passaggi interni di servizi, soggetti ad IVA qualora destinati a un’attività separata con limitazioni alla detrazione dell’imposta (ad esempio, un’attività esente o un’attività agricola in regime speciale “forfetario”).

Si ravvisa, però, una stortura rispetto alla ratio della disciplina di accesso al contributo a fondo perduto, se si osserva che i passaggi interni hanno natura “straordinaria” (elemento che mal si concilia ad un raffronto tra le mensilità di due anni differenti) e che non hanno alcun rilievo in ambito reddituale, trattandosi di operazioni significative solo per il corretto funzionamento dell’IVA.

Viceversa, non si ritiene che siano da includere nel computo del fatturato le autofatture per gli acquisti da soggetti stabiliti al di fuori dell’Unione europea (art. 17 comma 2 del DPR 633/72) ovvero quelle per l’acquisto da produttori in regime di esonero IVA ai sensi dell’art. 34 comma 6 del DPR 633/72.
La descritta interpretazione (pur in assenza di conferme nella prassi amministrativa) escluderebbe, quindi, le operazioni di acquisto, in piena coerenza con gli obiettivi della disciplina di accesso al contributo a fondo perduto, ossia compensare le perdite generate dal diffondersi della pandemia.

Tra gli altri documenti che occorre considerare, ai fini del fatturato di aprile 2019/2020, vi sono le note di variazione di cui all’art. 26 del DPR 633/72, qualora recanti data nel mese di aprile.
Lo ha precisato la circ. Agenzia delle Entrate n. 15/2020 (oltre ad essere riportato nelle istruzioni del modello per il contributo).

Da considerare anche le note di variazione

Dunque, dovranno essere computate “positivamente” le note di variazione in aumento emesse con data aprile 2019/2020.
Viceversa, saranno computate “negativamente” le note di variazione in diminuzione emesse con data aprile 2019/2020. Sul punto, è da evidenziare che numerosi documenti sono stati emessi in data 30 aprile 2019, in quanto termine ultimo per le variazioni in diminuzione relative ad eventi occorsi nell’anno 2018 (circ. Agenzia delle Entrate n. 1/2020), mentre, con riferimento al 2019, il termine ultimo di emissione delle note di credito è il 30 giugno 2020.

Potrebbe accadere che, qualora un soggetto abbia emesso note di credito per importi significativi nel mese di aprile 2019, il suo “fatturato” da raffrontare sia negativo nella mensilità interessata.

Non è stato chiarito, invece, se debbano essere computate (negativamente) nel fatturato anche le note di variazione non rilevanti ai fini IVA. Si pensi al caso del documento emesso oltre il termine annuale (art. 26 comma 3 del DPR 633/72) in ragione di un sopravvenuto accordo tra le parti oppure nell’ipotesi di errori nella fatturazione.

Seppur in assenza di indicazioni specifiche sul punto, la ratio della disposizione volta a determinare l’ambito di applicazione del contributo a fondo perduto COVID-19 dovrebbe consentire il computo in diminuzione del fatturato anche di quelle note che non hanno rilevanza IVA, così come avviene, in aumento, per i corrispettivi relativi ad operazioni fuori campo.

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