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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

CONTABILITÀ

Delibera di approvazione del piano di riequilibrio finanziario al 30 settembre

Il DL semplificazioni contiene misure per snellire gli adempimenti burocratici e interviene su aspetti meramente operativi tenendo conto dell’emergenza

/ Andrea ZIRUOLO

Mercoledì, 15 luglio 2020

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Il decreto “semplificazioni” è stato approvato dal Consiglio dei Ministri con la formula “salvo intese” con il fine di semplificare e velocizzare tutte quelle procedure che finora hanno imbrigliato il sistema economico e lo sviluppo del nostro Paese.
Sebbene gli elementi su cui dover legiferare per il rilancio dell’economia sono diversi, nella complessità degli interventi da porre in essere, il Governo ha correttamente iniziato dissodando il terreno della burocrazia per renderlo più fertile, efficientando il motore della macchina pubblica e facilitando, almeno sulla carta, l’attecchimento delle iniziative economiche. A tal fine il decreto è stato concepito per velocizzare il procedimento amministrativo, intervenendo sullo snellimento degli adempimenti burocratici e sulla digitalizzazione della P.A. privilegiando la green economy e sostenendo in generale l’attività di impresa.

In chiave di semplificazione della burocrazia, oltre agli interventi sul Codice dei contratti (DLgs. 59/2016), è prevista la gestione in forma associata dell’autocertificazione a livello provinciale o metropolitano (art. 11, comma 3). Il decreto, in più, prevede la ricognizione dei procedimenti amministrativi su cui agire entro 150 giorni dalla entrata in vigore dello stesso, sentiti gli stakeholder di riferimento (art. 14, comma 1 lett. b). La finalità è di individuare:
- le attività soggette ad autorizzazione, giustificate da motivi imperativi di interesse generale e le attività soggette ai regimi giuridici di cui agli artt. 19, 19-bis e 20 della L. 241/90, ovvero al mero obbligo di comunicazione;
- i provvedimenti autorizzatori, gli adempimenti e le misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica ritenuti non indispensabili, fatti salvi quelli imposti dalla normativa dell’Unione europea e quelli posti a tutela di princìpi e interessi costituzionalmente rilevanti;
- i procedimenti da semplificare;
- le discipline e tempi uniformi per tipologie omogenee di procedimenti;
- i procedimenti per i quali l’autorità competente può adottare un’autorizzazione generale;
- i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa dell’Unione europea. Gli esiti della ricognizione sono trasmessi al Presidente del Consiglio e al Ministro per la Pubblica amministrazione, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, all’Unione delle Province italiane e all’Associazione nazionale dei comuni italiani.

Il decreto stabilisce termini puntuali e alleggerimenti dei procedimenti in materia di consolidamento e razionalizzazione delle infrastrutture digitali, le quali hanno evidenziato i loro limiti in questo particolare momento storico, accentuando il gap infrastrutturale e direzionale con gli altri Paesi a economia avanzata.

Unitamente alla disciplina e al corretto inquadramento dei temi richiamati, in considerazione della straordinarietà della situazione di emergenza sanitaria, il decreto interviene anche su aspetti meramente operativi necessari al riposizionamento di quelle attività che fondano sulla perentorietà dei termini procedurali il limite alla corretta programmazione delle attività gestionali. Pertanto, al fine di non porre gli enti locali in predissesto in una condizione di irreversibilità della procedura per l’impossibilità di dare contenuti di attendibilità al proprio piano di riequilibrio finanziario pluriennale, all’art. 14-bis, il decreto prevede che la delibera consiliare di approvazione del piano, corredato del parere dell’organo di revisione economico-finanziario, sia rinviata al 30 settembre 2020, termine che il decreto “Cura Italia” aveva già spostato al 30 giugno 2020 per le stesse ragioni. Sono quindi rimessi in termini i Comuni i cui 90 giorni per la presentazione del piano dalla delibera richiamata sono scaduti a quest’ultima data.

Anche la procedura di dissesto guidato ex art. 6, comma 2 del DLgs. 149/2011 è sospesa fino al 30 giugno 2021, nel caso in cui l’ente locale abbia presentato, in data successiva al 31 dicembre 2017 e fino al 31 gennaio 2020, un piano di riequilibrio riformulato o rimodulato, ancorché in corso di approvazione ex art. 243-quater, comma 7 del TUEL, salvo il caso in cui la competente sezione regionale della Corte dei Conti accerti il grave e reiterato mancato rispetto degli obiettivi intermedi fissati dal piano, a decorrere dal 2019 o dal 2020, avendo quale riferimento il piano eventualmente riformulato o rimodulato, deliberato dall’ente locale in data successiva al 31 dicembre 2017 e fino al 31 gennaio 2020. Gli eventuali procedimenti in corso, unitamente all’efficacia di provvedimenti già adottati, sono sospesi fino all’approvazione o al diniego della rimodulazione o riformulazione deliberata dall’ente locale.

Sono stati poi soppressi i termini previsti per favorire gli investimenti di cui al Programma straordinario di intervento per riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie di Città metropolitane e Comuni capoluogo di Provincia, per il triennio 2018-2020, i cui contributi sono stati assegnati ai Comuni risultanti beneficiari delle risorse ex art. 1, comma 974 della L. 208/2015.

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