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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

PROFESSIONI

Professionista delegato nelle procedure esecutive da non indicare come titolare effettivo

CNDCEC, CNF e CNN chiedono alle banche di tornare a identificare il Presidente del Tribunale come titolare di operazione e conti correnti accesi

/ Stefano DE ROSA

Mercoledì, 15 luglio 2020

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Il CNDCEC, il Consiglio nazionale forense e il Consiglio nazionale notarile, in una lettera inviata all’ABI e alla Banca d’Italia, richiedono che venga abbandonata la prassi invalsa in questi ultimi mesi presso gli istituti finanziari e creditizi di identificare, quale titolare effettivo dell’operazione e dei conti correnti accesi per la gestione dei fondi relativi alle procedure esecutive, il notaio, l’avvocato o il commercialista delegato e che si torni a indicare per tale ruolo, come accadeva in precedenza, il Presidente del Tribunale presso il quale pende la procedura esecutiva. È quanto emerge dalla Nota informativa n. 83 del 13 luglio 2020, pubblicata ieri dal CNDCEC.

Nel documento congiunto dei tre Consigli nazionali si ricorda che, ai sensi dell’art. 591-bis c.p.c., il giudice dell’esecuzione con l’ordinanza di vendita dell’immobile pignorato nomina quale delegato alla vendita uno dei professionisti, notai, avvocati e commercialisti, con il compito, sotto la direzione del giudice stesso, di:
- gestire le somme derivanti dalle vendite degli immobili esecutati a seguito dell’attuazione delle procedure competitive;
- formare il progetto di distribuzione;
- disporre il pagamento delle somme incassate dalla vendita dei beni e dei creditori.

Per lo svolgimento di tali operazioni risulta necessaria, salvo rare eccezioni, l’apertura di un conto corrente intestato alla procedura rispetto alla quale il professionista è stato delegato.
In tale sede, così come avviene per l’apertura di qualsiasi conto corrente, al professionista è richiesta la compilazione e la sottoscrizione della modulistica predisposta dalla banca, ai sensi del decreto antiriciclaggio (DLgs. 231/2007).

Pur svolgendo un ruolo essenziale nella gestione delle procedure esecutive immobiliari, il perimetro di attività del professionista rispetto alla gestione del conto corrente bancario appare essere ben delimitato, occupandosi di eseguire solo gli aspetti operativi che non possono essere svolti dal giudice a seguito del carico di lavoro gravante sullo stesso.

In tale contesto, continua la nota, la persona fisica dotata dei poteri di direzione e rappresentanza della procedura è da individuare nel giudice delegato. In particolare, in considerazione dei frequenti cambi di sezione o di tribunale cui sono soggetti i magistrati e in considerazione della lunga durata di tali procedimenti, per comodità andrebbe indicato come titolare effettivo dell’operazione il Presidente del Tribunale (anche in qualità di rappresentante dell’ente cui appartiene il giudice delegato stesso), come avveniva nella prassi condivisa fino a qualche mese fa dalla Banca d’Italia e da tutti gli istituti di credito.

L’approccio può generare effetti dannosi a carico del delegato alla vendita

Viene, inoltre, sottolineato come l’indicazione di uno stesso professionista (avvocato, notaio o commercialista), attivo nel settore, quale titolare effettivo delle numerose procedure seguite, comporti un ingiustificato abbassamento del rating personale nel sistema bancario. Tale approccio può generare effetti dannosi a carico del delegato alla vendita, facendolo apparire come il beneficiario di un numero spesso elevato di conti correnti relativamente ai quali amministra somme sotto la direzione dell’autorità giudiziaria e dai quali non ricava alcuna utilità, fatta eccezione per i compensi dovuti per l’attività svolta.

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