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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

ECONOMIA & SOCIETÀ

Cresce l’attesa per la riunione Bce e il vertice europeo

L’atteggiamento risoluto della Banca centrale e la questione del Recovery fund potrebbero agire sui tassi, che nel frattempo si confermano stabili

/ Stefano PIGNATELLI

Mercoledì, 15 luglio 2020

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Giovedì è in programma la riunione Bce e venerdì il vertice europeo con all’ordine del giorno il Recovery fund. Indubbiamente sono due fattori che potranno agire sui tassi.

La Bce probabilmente confermerà il suo atteggiamento risoluto: le misure finora adottate dovrebbero consentire un’agevole copertura delle maggiori emissioni a cui si andrà incontro e dovrebbero consentire agli Stati membri di mettere in atto politiche fiscali necessarie affinché la crisi non diventi permanente. Probabilmente verrà ribadito che nel caso di una ripresa più lenta del previsto o di una recrudescenza della pandemia, è plausibile attendersi un aumento del plafond Pepp, un alleggerimento dei criteri di rating per l’ammissione dei titoli al Qe e al Pepp, l’estensione degli acquisti agli ETF. Se così fosse a beneficiarne dovrebbe essere soprattutto la carta periferica (Btp) e in parte lo spread verso i Bund.

Per quanto riguarda il Recovery fund, il Consiglio europeo dovrà porre molta attenzione a cosa e come comunicherà lo stato avanzamento lavori: i mercati stanno puntando su un esito che confermi i contributi a fondo perduto; se si intuisse che si sta andando verso un compromesso al ribasso potremmo assistere a un repricing sui rendimenti europei (al rialzo i periferici e lieve calo per i Bund) e sull’euro (debole).

Nel frattempo si conferma una situazione di stabilità sui tassi di interesse europei: il rendimento Bund 2 anni è in area -0,70% e quello a 10 anni a -0,44% con un range di oscillazione nell’ultimo mese compreso tra -0,40 e -0,50%. I tassi Irs vedono la parte 2-3 anni ferma a -0,38% e quella a 10 anni a -0,17%; nell’ultimo mese il range di oscillazione sul 10 anni risulta assai contenuto e compreso tra -0,13% e -0,20% (segui tassi e costo funding su www.aritma.eu).

Si vanno stabilizzando anche i rendimenti sui Btp e lo spread Btp-Bund dopo i significativi miglioramenti degli ultimi due mesi che hanno visto il Btp 10 scendere dal 2% all’1,25%, livello appena sopra i minimi di periodo (1,20%). Lo spread è passato nell’arco di due mesi da 240 bps a 170 attuali, area in cui si sta stabilizzando negli ultimi 15 giorni.

Si vanno stabilizzando anche i rendimenti sui Btp e lo spread Btp-Bund

La curva dei tassi Future Euribor 3 mesi indica un lungo periodo di sostanziale stabilità per il parametro trimestrale: dal fixing di ieri (-0,44%) è atteso un lieve calo a -0,48% nel 2021; per un ritorno sopra il -0,40% bisogna aspettare fine 2023/inizio 2024. Un rialzo sopra -0,30% è atteso nel 2025. Per un ritorno a zero bisogna aspettare metà 2028 (tassi forward).

La normalizzazione sull’Euribor 3 mesi è giunta al termine (allargamento dello spread Euribor-Ois che segnalava tensioni sull’interbancario): sta rientrando verso la normalizzazione anche il 6 mesi grazie alle ultime misure Bce (Peltro e Tltro). L’Euribor 6 mesi era a -0,16% a inizio giugno ed ora è -0,33% con lo spread su Ois che da 32 cent. passa a 15: c’è ancora spazio per una riduzione di circa 5-10 centesimi, cioè l’Euribor 6 mesi scenderà verso -0,40%.

Tutto ciò denota la capacità delle banche centrali di mantenere più stabili possibile i mercati. Questa situazione potrebbe perdurare ancora nelle prossime settimane vista la scarsa sensibilità che presenta l’andamento dei tassi con i dati macro e con la curva dei contagi.
Per le valute invece si nota un minor legame all’andamento del mercato azionario e questo potrebbe segnalare un ritorno alla correlazione con i dati macro. Se così fosse questo sosterrebbe ulteriori guadagni dell’euro e delle valute collegate dal momento che l’Europa sembra aver gestito e contenuto l’epidemia di COVID-19 in maniera più efficace degli Usa, cosa che implica migliori prospettive economiche.

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