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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Dall’INPS istruzioni per la dichiarazione di «fruito assegno ordinario»

Con il messaggio n. 2806 l’Istituto previdenziale ha fornito anche l’apposito file excel

/ Luca MAMONE

Mercoledì, 15 luglio 2020

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Con il messaggio n. 2806 pubblicato ieri, l’INPS ha integrato le indicazioni già presenti in materia di CIGO con causale COVID-19 nella recente circolare n. 84/2020, fornendo le istruzioni per consentire alle aziende, che richiedono l’assegno ordinario, l’invio dell’autodichiarazione del “periodo effettivamente fruito”.

Come già indicato nella circ. n. 84/2020, qualora il datore di lavoro che richiede l’assegno ordinario debba presentare una domanda per completare la fruizione delle settimane già autorizzate, deve allegare alla medesima domanda un apposito file excel, convertito in pdf.
Tale file, che l’lstituto previdenziale allega al messaggio in commento unitamente alle istruzioni per la compilazione, deve essere inserito, per ogni unità produttiva, nel quadro G – Ulteriori allegati – Allegato A delle domande di nuova richiesta con causale “COVID-19”.

In particolare, per le istanze di assegno ordinario già inoltrate, il citato file può essere inviato dall’azienda utilizzando il servizio “Comunicazione bidirezionale” del Cassetto previdenziale aziende.
Nel merito, l’Istituto previdenziale precisa che qualora il suddetto file in excel non venga trasmesso, il periodo autorizzato e quello fruito si considerano coincidenti, per questo motivo – sottolinea l’INPS – la trasmissione del file riferito alle domande già inviate dovrà essere effettuata con la massima tempestività.

File in excel con valore di autocertificazione

Ancora, nel messaggio n. 2806/2020 si ricorda che il file si considera parte integrante della domanda di concessione della prestazione e, pertanto, costituisce un’idonea autocertificazione che va resa ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000 (dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà).
In ogni caso, precisa l’Istituto, resta ferma la possibilità di effettuare i controlli sulle autodichiarazioni in questione, che potranno essere espletati tramite vigilanza documentale e ispettiva.

Un altro punto di interesse trattato nel messaggio riguarda l’estensione all’assegno ordinario del criterio di flessibilità che fa salvi dal conteggio eventuali giorni di trattamento richiesti ma non utilizzati, previsto dalla circ. n. 58/2009 per la cassa integrazione ordinaria.
In particolare, si ricorda che l’estensione di tale criterio di flessibilità è stata confermata anche all’assegno ordinario con circ. n. 84/2020, proprio sul presupposto che per quest’ultimo trova applicazione la normativa in materia di integrazione salariale ordinaria, ove compatibile.

Operativamente, a consuntivo dell’assegno ordinario richiesto, l’azienda potrà calcolare, per ogni unità produttiva, l’esatto numero di giornate di trattamento non effettivamente fruite. Dalla somma del numero dei giorni si risale poi al numero di settimane residue ancora da godere, che si potranno richiedere.
In pratica, il conteggio del residuo si fonda sul presupposto che si considera fruita ogni giornata in cui almeno un lavoratore, anche per un’ora soltanto, è stato interessato dal trattamento di assegno ordinario, indipendentemente dal numero di dipendenti in forza all’azienda.

Per ottenere le settimane non fruite, occorre dividere il numero delle predette giornate per 5 o 6 a seconda dell’orario contrattuale prevalente utilizzato nell’unità produttiva interessata e, qualora l’azienda svolga l’attività lavorativa su 7 giorni, dovranno comunque essere considerate al massimo 6 giornate e dovrà essere considerata come non lavorata la domenica.
Sul punto, si precisa che la giornata lavorativa effettuata di domenica dovrà essere attribuita fittiziamente al giorno di riposo effettivo.

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