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Mercoledì, 12 agosto 2020 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Unione giovani: «Sull’ecobonus mancano regole chiare»

/ REDAZIONE

Mercoledì, 15 luglio 2020

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La portata normativa dell’ecobonus al 110% è “del tutto vanificata dal mancato arrivo dei decreti attuativi” che devono definire le modalità per usufruire della detrazione e per la cessione del credito. A lanciare l’allarme è l’Unione giovani commercialisti che, con un comunicato stampa diffuso ieri, ha denunciato, oltre all’assenza di confronto con la categoria, anche la mancanza di regole chiare e tempi certi e l’incapacità di realizzare una vera semplificazione.

Prova ne sia non solo il ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi in materia di ecobonus, fruibile dallo scorso 1° luglio, ma anche la circolare n. 19 emanata dall’Agenzia delle Entrate lo scorso 8 luglio. “Si tratta – scrive l’associazione presieduta da Matteo De Lise – di una circolare lunga ben 411 pagine. Tra l’altro, rappresenta un approfondimento alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2019. Peccato che la (prima) scadenza di versamento per le persone fisiche fosse lo scorso 30 giugno”.

C’è poi la questione della proroga dei versamenti. Lo spostamento del termine al 30 settembre, richiesto con insistenza anche dal Consiglio nazionale di categoria, potrebbe arrivare solo dopo il 20 luglio, scadenza attualmente prevista per il pagamento delle imposte da parte di forfetari e soggetti ISA.

“Voglio sottolineare una volta di più – commenta De Lise – che l’Unione giovani commercialisti non ha mai condiviso il «giochino» del rinvio del rinvio del rinvio (soprattutto se fatto ex post), perché agevola solo chi attende ad adeguarsi alle normative, certo che tanto tutto verrà prorogato. Ciò che serve è, invece, una programmazione chiara, un confronto tra le parti in causa e il rispetto dei tempi, per agevolare chi le norme le rispetta da subito”.

In caso contrario, “rilancio e semplificazione”, che danno il nome agli ultimi decreti varati dal Governo, rischiano di restare “solo parole senza riscontri pratici”.

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