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Martedì, 20 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Rinuncia alla Tremonti ambientale prorogata al 31 dicembre 2020

Il DL Semplificazioni riapre il termine scaduto lo scorso 30 giugno

/ Pamela ALBERTI

Lunedì, 21 settembre 2020

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Viene prorogato dal 30 giugno scorso al 31 dicembre 2020 il termine per l’invio della comunicazione e del pagamento delle somme per la definizione prevista dall’art. 36 del DL 124/2019 in relazione alla rinuncia della Tremonti ambientale. Il comma 8-ter dell’art. 56 del DL 76/2020 (c.d. DL “Semplificazioni”), introdotto in sede di conversione nella L. 120/2020, dispone infatti che la scadenza per la presentazione della comunicazione di cui all’art. 36, comma 5 del DL 124/2019 convertito è differita al 31 dicembre 2020.

La procedura, si ricorda, è diretta ai soggetti che intendono mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti di cui ai DM 6 agosto 2010, 5 maggio 2011 e 5 luglio 2012 versando una somma parametrata alla variazione in diminuzione ex art. 6 commi 13-19 della L. 388/2000 effettuata in dichiarazione dei redditi (si veda “Restituzione della Tremonti ambientale per fruire del III, IV e V Conto energia” del 28 ottobre 2019).

La definizione prevista dall’art. 36 comma 2 del DL 124/2019 si perfeziona con la presentazione della comunicazione e con il pagamento integrale degli importi dovuti. Entrambi dovevano essere effettuati entro lo scorso 30 giugno (si veda “Restano i dubbi sulla rinuncia alla Tremonti ambientale in scadenza oggi” del 30 giugno).
Il DL Semplificazioni, anche se mesi dopo la prima scadenza, ha ora riaperto tale termine, per cui comunicazione e pagamento possono essere ancora effettuati, entro il 31 dicembre 2020.

Quanto alle modalità, con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 114266/2020 è stato approvato il modello, con le istruzioni per la compilazione, relativo alla comunicazione per la definizione prevista dall’art. 36 comma 2 del DL 124/2019 convertito, che consente di mantenere i benefici derivanti dalle tariffe incentivanti a fronte del divieto di cumulo con la Tremonti ambientale.

Il modello di comunicazione si compone del frontespizio e dei quadri A e B nei quali riportare: i dati necessari a identificare il soggetto che intende mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal GSE alla produzione di energia elettrica; il conto energia interessato; la presenza di giudizi pendenti aventi a oggetto il recupero delle agevolazioni non spettanti in virtù del divieto di cumulo e l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi; la determinazione dell’importo dovuto; eventuali note.

Tale comunicazione deve essere inviata, entro il nuovo termine del 31 dicembre 2020, all’indirizzo PEC dell’Ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate in base al domicilio fiscale del contribuente; non sono ammesse modalità di presentazione diverse. La comunicazione deve essere sottoscritta con firma digitale o se sottoscritta con firma autografa deve essere accompagnata da copia di un documento di identità.

La somma da versare entro il suddetto termine è determinata applicando alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione relativa alla detassazione per investimenti ambientali l’aliquota d’imposta pro tempore vigente in relazione alle diverse categorie di contribuenti. Il senso di tale norma è quindi quello di restituire il beneficio fiscale a suo tempo fruito.

Versamento tramite F24 ELIDE con codice tributo “8200”

Per il pagamento dell’importo dovuto, occorre utilizzare il modello di versamento F24 ELIDE, indicando il codice tributo “8200” (istituito con ris. Agenzia delle Entrate n. 16/2020); è esclusa la compensazione ex art. 17 del DLgs. 241/97.

Sotto il profilo giudiziario, si ricorda che il TAR Lazio (ordinanze 5 giugno 2020 n. 5981 e 8 giugno 2020 n. 6085) aveva sospeso il giudizio in merito all’impugnazione del provvedimento n. 114266/2020 in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione su un regolamento preventivo di giurisdizione vertente sulla medesima questione, e al contempo, considerando che “la non manifesta infondatezza dell’eccezione di giurisdizione preclude al Collegio l’esame della domanda cautelare” (si veda “Versamento per la restituzione della Tremonti ambientale in scadenza” del 23 giugno 2020).

Il Consiglio di Stato, con ordinanza 20 luglio 2020 n. 4349, ha tuttavia ordinato al TAR Lazio di pronunciarsi sull’istanza cautelare relativa alla questione di legittimità del divieto di cumulo e delle modalità di restituzione.


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