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Martedì, 27 ottobre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

In scadenza l’opzione per il Gruppo IVA

Per il 2021 deve essere esercitata entro il 30 settembre 2020

/ Corinna COSENTINO e Simonetta LA GRUTTA

Lunedì, 28 settembre 2020

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I soggetti che intendono costituire un Gruppo IVA con effetto dal 1° gennaio 2021 devono esercitare la relativa opzione entro il 30 settembre 2020, presentando in via telematica il modello AGI/1.
Le dichiarazioni inviate oltre detto termine, invece, non consentiranno di avvalersi del regime speciale a partire dal prossimo anno, ma soltanto a partire dal 2022.

Si ricorda che l’opzione può essere esercitata a condizione che i soggetti integrino i requisiti previsti dall’art. 70-bis del DPR 633/72 e che tra di essi sussistano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo di cui al successivo art. 70-ter. In particolare, tali vincoli devono sussistere almeno dal 1° luglio 2020. Inoltre, in ossequio al principio “all in all out”, tutti i soggetti in possesso dei requisiti devono essere inclusi nel perimetro del Gruppo, non potendosi operare una selezione fra di essi. 

Sotto il profilo operativo, la dichiarazione di opzione deve essere compilata dal rappresentante di Gruppo mediante apposita applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Il modello deve essere sottoscritto da tutti i partecipanti (direttamente on line) e inviato in modalità telematica dallo stesso rappresentante. 

L’opzione esercitata entro il 30 settembre, come accennato, avrà efficacia dal 1° gennaio 2021. Pertanto, a partire da tale data, i partecipanti al Gruppo perderanno la propria individualità e autonomia soggettiva ai fini IVA per diventare un unico soggetto passivo d’imposta. 

Ciò comporta l’attribuzione al Gruppo di un numero di partita IVA unico, con valenza anche di codice fiscale, che dovrà essere riportato in ogni dichiarazione, atto o comunicazione relativi all’applicazione dell’imposta. Gli identificativi IVA dei soggetti partecipanti saranno sostanzialmente “congelati” e verranno associati alla partita IVA del Gruppo, mentre resterà “attivo” il codice fiscale dei soggetti partecipanti.

L’adesione al regime speciale comporta altresì:
- la decadenza delle opzioni IVA esercitate anteriormente alla costituzione del Gruppo;
- l’automatica esclusione dal VIES per i singoli partecipanti che vi erano inclusi (per cui, qualora il Gruppo intenda porre in essere operazioni intracomunitarie, dovrà provvedere a un’autonoma iscrizione tramite il rappresentante). 

Nei mesi successivi all’esercizio dell’opzione, è opportuno che sia comunicato ai fornitori e ai clienti il numero di partita IVA unico, permettendo loro di aggiornare le relative anagrafiche. Infatti, a partire dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021, i fornitori dovranno indicare nelle fatture indirizzate ai partecipanti al Gruppo sia il codice fiscale del singolo acquirente, sia la partita IVA del Gruppo. In mancanza di quest’ultimo elemento, la fattura si considererà irregolare (si vedano, sul punto, le recenti risposte a interpello n. 133/2020 e 373/2020).

I membri del Gruppo dovranno aggiornare di conseguenza le proprie procedure amministrative al fine di:
- verificare che le fatture di acquisto riportino sia i dati del Gruppo IVA, sia il codice fiscale del singolo acquirente;
- “integrare” la fattura con il codice fiscale qualora ne sia priva.

Il Gruppo dovrà decidere, altresì, se accentrare o meno in capo al rappresentante di gruppo gli adempimenti della fatturazione e registrazione delle operazioni, oppure ancora se adottare un sistema “misto”, con esecuzione accentrata di alcuni adempimenti e decentrata di altri (cfr. circ. n. 19/2018). Eventualmente, il rappresentante potrà ottenere autonoma abilitazione all’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

I mesi successivi all’esercizio dell’opzione potranno essere utilizzati anche per completare gli adeguamenti sui sistemi ERP, necessari a gestire le operazioni su un “doppio binario”. Infatti, sebbene le operazioni infragruppo non siano rilevanti ai fini IVA, esse devono essere rilevate nelle scritture contabili previste dal DPR 600/73.

Dichiarazione rettificabile entro il 31 dicembre

Fino al 31 dicembre 2020, inoltre, è possibile:
- integrare la dichiarazione trasmessa al fine di esercitare le “opzioni contabili” ex artt. 36 e 36-bis del DPR 633/72 (separazione delle attività e la dispensa dagli adempimenti per le operazioni esenti);
- correggere la dichiarazione di opzione (trasmessa nei termini) inviando una “dichiarazione sostitutiva”.

Poiché quest’ultima sostituisce i dati indicati nella dichiarazione originaria, occorrerà compilare integralmente il frontespizio, barrando la casella “Opzione” nella sezione “Tipo di dichiarazione”, nonché i quadri A e B del modello. Restano valide, però, sia la data di efficacia dell’opzione, sia la partita IVA attribuita al Gruppo, che, pertanto, dovrà essere riportata nel frontespizio della dichiarazione sostitutiva.

In ultimo, si segnala che a partire dal 1° ottobre 2020 i soggetti che si siano avvalsi del Gruppo IVA con decorrenza dal 2019 potranno revocare l’opzione con effetto dal 2022, essendo trascorso il periodo minimo (triennale) di applicazione della stessa.

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