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Martedì, 24 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Dal 1° gennaio 2021 nuovi codici di nomenclatura combinata

È periodicamente necessario tenere conto dell’evoluzione delle esigenze in materia di statistiche e di politica commerciale e degli sviluppi tecnologici

/ Lorenzo UGOLINI

Sabato, 31 ottobre 2020

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Ieri, sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, è stato pubblicato il Reg. Ue 21 settembre 2020, n. 1577, che, a partire dal 1° gennaio 2021, modifica e aggiorna i codici di nomenclatura combinata (NC).

La nomenclatura combinata (NC) è uno strumento di lavoro fondamentale per le imprese e per tutte le amministrazioni doganali degli Stati membri. Essa, infatti, rappresenta la “base di partenza” per la dichiarazione delle merci sia all’importazione che all’esportazione, nonché quando è soggetta a statistiche del commercio all’interno dell’Unione.

L’operatore economico, infatti, al fine di individuare tutte le formalità doganali connesse all’importazione e all’esportazione, deve, in primo luogo, identificare la merce, attraverso un codice numerico (c.d. voce doganale).
Tale adempimento assume rilevanza sotto diversi aspetti. In particolare, all’atto dell’importazione è necessario attribuire la classificazione doganale a un determinato prodotto, non soltanto allo scopo di individuare i dazi dovuti, ma anche l’IVA all’importazione, nonché le altre misure impositive applicate a specifiche tipologie di merci, come i dazi antidumping, le accise, le restrizioni quantitative e le disposizioni sanitarie o fitosanitarie.

Inoltre, la Tabella A allegata al DPR 633/72, individuando le aliquote ridotte, opera un rinvio alle voci doganali della NC, con la conseguenza che il trattamento fiscale agevolato, agli effetti della corretta applicazione della aliquota IVA, richiede sempre di procedere preliminarmente a un esatto accertamento tecnico del prodotto, teso ad acclarare la complessiva ed effettiva composizione e qualificazione merceologica ai fini doganali (Agenzia delle Entrate, circ. n. 32/2010).

In esportazione, invece, non essendo attualmente previsti diritti doganali “in uscita”, la corretta classificazione di un prodotto consente all’operatore economico di valutare se vi sono particolari controlli (ovvero restrizioni o proibizioni in esportazione verso un determinato Paese extra-Ue), nonché, con riferimento alle caratteristiche tecniche e all’uso finale del prodotto, se lo stesso rientra tra i cosiddetti beni dual use.

L’individuazione della voce doganale in export rileva altresì per l’attribuzione dell’origine preferenziale (e non preferenziale), al fine di verificare quale sia la regola da applicare ai prodotti esportati. Analisi questa che responsabilizzerà sempre più gli esportatori, i quali, se non vorranno subire ritardi nelle spedizioni a causa del mancato rilascio dei certificati Eur1 previdimati, dovranno certificarsi per dichiarare l’origine preferenziale su fattura (Agenzia delle Dogane circ. n. 42/2020).

L’aggiornamento della NC e della Taric è demandato all’emanazione di un regolamento di esecuzione, che, di solito, avviene nel mese di ottobre di ogni anno ed entra in vigore il 1° gennaio dell’anno successivo, il quale modifica i codici di NC di cui all’allegato I al Reg. (Cee) 2658/87.

È, infatti, periodicamente necessario tenere conto dell’evoluzione delle esigenze in materia di statistiche e di politica commerciale nonché degli sviluppi tecnologici, cancellando i codici obsoleti e introducendo nuove sottovoci per agevolare il monitoraggio di merci specifiche.

Il nuovo Reg. Ue 1577/2020, in particolare, ha modificato la NC al fine di attuare la graduale riduzione delle aliquote del dazio per i prodotti contemplati dall’accordo in forma di dichiarazione sull’ampliamento del commercio dei prodotti delle tecnologie dell’informazione (ITA), conformemente alla decisione (UE) 2016/971 del Consiglio.

Introdotte nuove sottovoci per agevolare il monitoraggio di merci specifiche

È stata inoltre modificata la nomenclatura combinata, introducendo nuove sottovoci per facilitare il monitoraggio di prodotti specifici, quali, ad esempio, il “corallo rosso” nel capitolo 5, il “fosforo rosso” nel capitolo 28, il “legno di eucalipto” nel capitolo 44 e le “laminazioni di acciaio” nel capitolo 85.

Anche la classificazione di alcune sostanze nell’elenco delle denominazioni comuni delle sostanze farmaceutiche di cui all’allegato 3 della parte terza (Allegati tariffari) dell’allegato I e nell’elenco dei prodotti farmaceutici intermedi di cui all’allegato 6 della parte terza (Allegati tariffari) dell’allegato I ha subìto modifiche.
Infine, la sostanza trifluoroetano (HFC-143a) è stata riclassificata dal codice TARIC 2903392925 a 2903392490.

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