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Giovedì, 26 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

LAVORO & PREVIDENZA

Tre modalità per versare all’ENPACL la contribuzione 2020

La nuova delibera consente all’iscritto di scegliere, in sede di dichiarazione obbligatoria, come versare il contributo soggettivo e integrativo

/ Daniele SILVESTRO

Venerdì, 30 ottobre 2020

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Conferma del termine del 30 novembre per la presentazione on line della dichiarazione del volume d’affari IVA e del reddito professionale prodotti nel 2019 e possibilità di scelta, da parte del consulente del lavoro, delle modalità di versamento della contribuzione dovuta per l’anno 2020.

Sono queste, in sintesi, le misure previste dalla delibera del Consiglio di Amministrazione dell’ENPACL dello scorso 8 ottobre, rese note con apposito comunicato, al fine di sostenere gli iscritti in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica, causata dagli interventi messi in atto per limitare la diffusione del virus COVID-19.

Si ricorda che l’ENPACL ha adottato in questi mesi diverse misure con l’obiettivo di aiutare i consulenti del lavoro; tra queste, quelle relative alla sospensione della contribuzione dovuta per l’anno 2020. Infatti, inizialmente era stato previsto che il versamento della suddetta contribuzione fosse differita agli ultimi quattro mesi dell’anno, vale a dire settembre, ottobre, novembre e dicembre (si veda “Versamento dei contributi ENPACL 2020 negli ultimi quattro mesi dell’anno” del 20 marzo 2020).

Successivamente, l’aggravarsi della crisi sanitaria ed economica ha indotto l’Ente ad adottare un piano straordinario di interventi, il quale prevedeva la facoltà, per i consulenti del lavoro, di scegliere se versare il contributo soggettivo 2020 in misura intera, applicando l’aliquota del 12% (ovvero 6% per i pensionati e i nuovi iscritti), versare il minimo oppure, in determinati casi, non versare nessun contributo (si veda “I consulenti del lavoro possono scegliere il contributo soggettivo da versare” del 25 aprile 2020).

Tuttavia, il suddetto piano non ha ottenuto l’approvazione da parte dei Ministeri vigilanti, inducendo quindi l’Ente a differire al 30 novembre 2020 sia il termine per l’invio della dichiarazione (previsto per il 16 settembre) sia il pagamento della prima rata della contribuzione 2020, in attesa dell’adozione di ulteriori interventi di sostegno per gli iscritti in difficoltà.

Le nuove misure, si legge nel comunicato, riguardano, da un lato, la conferma del termine del 30 novembre per la presentazione, attraverso la procedura telematica, della dichiarazione del volume d’affari IVA e del reddito professionale prodotti nel 2019, e dall’altro, un ulteriore differimento dei termini di versamento della contribuzione obbligatoria dovuta all’Ente per l’anno 2020.

Nel dettaglio, si prevedono tre distinte modalità di versamento della contribuzione dovuta all’Ente per l’anno 2020.
Con la prima, il consulente versa il 100% del contributo soggettivo in un massimo di 6 rate mensili consecutive di pari importo, scadenti alla fine di ogni mese, a partire da novembre 2020.

Mentre, con la seconda modalità, l’iscritto ha la possibilità di versare il 50% della contribuzione dovuta in un numero massimo di 6 rate mensili consecutive di pari importo (scadenti alla fine di ogni mese, a partire da novembre 2020) e il restante 50% in un numero massimo di 12 rate mensili consecutive di pari importo, con scadenza fissata sempre alla fine di ogni mese, ma a partire da maggio 2021.

È stata prevista poi una terza possibilità, circoscritta ai consulenti del lavoro che dichiarino all’ENPACL un reddito professionale prodotto nell’anno 2019 fino a 35.000 euro, nonché agli iscritti aventi residenza, domicilio ovvero sede operativa nei Comuni di cui all’allegato 1 del DPCM 1 marzo 2020 (ex “zona rossa”). In questo caso è possibile versare il 100% della contribuzione dovuta in un massimo di 12 rate mensili consecutive di pari importo, scadenti alla fine di ogni mese, a partire da maggio 2021.

Le suddette modalità e i termini riguardano poi anche il contributo integrativo dovuto per l’anno 2020, mentre il contributo di maternità è versato unitamente alla prima rata utile.
Il consulente del lavoro ha la facoltà di scegliere il numero delle rate in sede di dichiarazione, anche differenziando tra contributo soggettivo e contributo integrativo.

Si ricorda, infine, che le rate sono consecutive, non sono gravate da interessi e potranno essere pagate mediante il modello F24 oppure con la piattaforma “pagoPA”.

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