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Martedì, 24 novembre 2020 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Guanti con aliquota zero se possiedono le caratteristiche di DPI

Trattamento agevolato in presenza della «finalità sanitaria»

/ REDAZIONE

Sabato, 31 ottobre 2020

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Sono assoggettate – fino al 31 dicembre 2020 – ad aliquota zero, ai sensi di quanto previsto dall’art. 124 del DL 34/2020, le cessioni di guanti in lattice, in vinile e in nitrile, qualora detti beni abbiano oggettivamente “finalità sanitaria”. Beneficiano, infatti, dell’agevolazione esclusivamente gli articoli di abbigliamento che posseggano le caratteristiche tecniche idonee a garantire la protezione dalla diffusione del COVID-19.
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 507, pubblicata ieri, ha confermato le conclusioni già espresse nella circolare n. 26/2020, di recente emanazione.

Il quesito è stato sottoposto all’Amministrazione finanziaria da una società esercente attività di vendita all’ingrosso di prodotti per la pulizia e l’igiene della casa, ivi inclusi guanti monouso in lattice, vinile e nitrile.
L’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, nel chiarire il perimetro di applicazione della speciale agevolazione – aliquota zero con possibilità di esercitare il diritto alla detrazione, sino a fine anno, salvo proroghe, e aliquota pari al 5%, dal 1° gennaio 2021 – ha sottolineato il carattere di tassatività dell’elenco dei beni contenuti nell’art. 124 del DL 34/2020, identificando altresì i codici di classificazione doganale delle merci agevolate. Tra di esse rientrerebbero i guanti compresi nei codici TARIC 39262000, 40151100 e 40151900.

L’istante sottolinea altresì come più volte si sia fatto riferimento a tali prodotti ai fini della protezione individuale contro il coronavirus. Si pensi, a titolo esemplificativo, al Rapporto ISS COVID-19 n. 2/2020, nel quale “i guanti, i guanti spessi e i guanti monouso” sono annoverati fra i DPI e i dispositivi medici raccomandati per prevenire il contagio, ma, anche, alla Nota del Direttore Generale della DG TAXUD del 3 aprile 2020, nella quale si sottolinea come tali beni debbano essere “messi a disposizione delle persone affette, esposte al rischio di contagio da COVID-19 ovvero attive nel contrasto alla diffusione del virus”.

L’Agenzia delle Entrate, ribadendo, come detto, i chiarimenti forniti nella circolare Agenzia delle Entrate 15 ottobre 2020 n. 26 (§ 2.11), pur confermando la classificazione doganale sopra richiamata, ha precisato che l’agevolazione non va applicata a tutti i beni che rientrano in tali voci doganali, “ma solo a quelli che presentano le caratteristiche di DPI o di dispositivo medico”.

La norma non definisce, inoltre, i destinatari della speciale “esenzione” (o, in futuro, dell’aliquota ridotta), sottolineando piuttosto la necessità che i beni abbiano una finalità sanitaria.
Va evidenziato altresì che tale finalità non sussiste soltanto qualora i prodotti in esame siano utilizzati da parte degli operatori sanitari, essendo presente anche in altri settori, nei quali i protocolli di sicurezza hanno reso obbligatorio l’utilizzo di articoli di abbigliamento protettivo al fine di contrastare la diffusione del virus. È il caso del comparto dell’industria alimentare, di quello della grande distribuzione o della scuola; in tali contesti, è certamente esistente un utilizzo di tipo sanitario, posto che, come rileva l’Agenzia, i beni in questione “sono finalizzati a contrastare il diffondersi delle pandemie a protezione di lavoratori e utenti” (si veda anche “Per l’aliquota «zero» sui beni anti-COVID è necessaria la finalità sanitaria” del 16 ottobre 2020).

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