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Domenica, 24 gennaio 2021

FISCO

Asseverazione da presentare entro il rogito per il sismabonus acquisti

Con sette risposte a interpello l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti su diverse detrazioni edilizie

/ Arianna ZENI

Sabato, 9 gennaio 2021

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Ieri, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sette risposte a interpello che hanno per oggetto detrazioni “edilizie”.
In particolare, con le risposte nn. 19, 25 e 26 dell’8 gennaio 2021, l’Amministrazione finanziaria è tornata a occuparsi del c.d. “sismabonus acquisti”. Si tratta della detrazione IRPEF/IRES prevista dal comma 1-septies dell’art. 16 del DL 63/2013, che compete all’acquirente di singole unità immobiliari site in fabbricati ubicati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3 dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 aprile 2006 n. 3519 che siano stati per intero oggetto di demolizione e ricostruzione, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente (ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale aumento), da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, le quali abbiano provveduto all’alienazione dell’unità immobiliare entro 18 mesi dalla data di termine dei lavori.

Ai fini della spettanza del sismabonus acquisti è stato precisato che l’impresa cedente deve essere proprietaria dell’intero edificio che ha demolito nella sua interezza e successivamente ricostruito (risposte a interpello nn. 26/2021 e 213/2020).

Secondo la prassi dell’Agenzia, confermata dalla risposta n. 26, inoltre, la mancata allegazione, alla richiesta del titolo abilitativo, dell’asseverazione “preventiva” di efficacia degli interventi ai fini della riduzione del rischio sismico (redatta dal progettista su modello conforme a quello di cui all’Allegato B del DM 58/2017) comporta la non spettanza del sismabonus acquisti, senza possibilità di sanare l’omissione con una presentazione tardiva. Tuttavia, nel caso in cui l’acquisto abbia per oggetto un’unità immobiliare sita in un edificio ubicato nelle zone sismiche 2 o 3, che è stato oggetto degli interventi di demolizione e ricostruzione le cui procedure autorizzatorie sono iniziate prima del 1° maggio 2019 (purché, ovviamente, dopo il 1° gennaio 2017), il sismabonus acquisti, di cui al comma 1-septies dell’art. 16 del DL 63/2013, spetta anche se la predetta asseverazione non è stata allegata contestualmente alla richiesta del titolo abilitativo, purché venga presentata dall’impresa che ha eseguito gli interventi entro la data del rogito notarile. Ciò in quanto, fino al 1° maggio 2019, la possibilità di beneficiare del sismabonus acquisti risultava circoscritta ai soli acquisti di unità immobiliari site in edifici demoliti e ricostruiti che fossero ubicati nelle zone sismiche 1.

Quanto all’ubicazione dell’immobile, per poter beneficiare del “sismabonus acquisti” è necessario che l’edificio, in cui è situata l’unità immobiliare che viene acquistata, sia ubicato nei Comuni ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3 ai sensi dell’OPCM 28 aprile 2006 n. 3519. Ove l’ente locale abbia deliberato di istituire delle sottozone sismiche (nel caso di specie oggetto di analisi da parte dell’Agenzia delle Entrate la Regione avrebbe istituito le zone 2A, 2B, 3A e 3B), spetta all’ente territoriale competente stabilire se le stesse rispettano le caratteristiche delle zone sismiche 1, 2 o 3 individuate dalla citata ordinanza (risposta a interpello n. 25/2021).

Con la risposta a interpello n. 23/2021, invece, l’Agenzia ha ribadito che possono fruire del c.d. “bonus facciate” di cui all’art. 1 commi 219-223 della L. 160/2019 (legge di bilancio 2020) solo gli edifici nelle zone A o B di cui al DM 1444/68. La detrazione compete se gli edifici sono ubicati, oltre che nelle suddette zone A o B, anche nelle zone a esse assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali (circ. Agenzia delle Entrate n. 2/2020). In questi casi, l’assimilazione alle zone A o B della zona territoriale nella quale è ubicato l’immobile oggetto dell’intervento deve risultare dalla certificazione urbanistica rilasciata dagli enti competenti. Se, come nel caso di specie, l’immobile è ubicato in parte in zona “attività terziarie” e in parte in “zona di completamento B3”, quindi, per poter beneficiare del bonus è necessario ottenere detta certificazione dalla quale risulti l’equipollenza in questione. Diversamente, l’agevolazione spetta limitatamente alle spese riferibili alla parte dell’edificio insistente sulla “zona di completamentoB3”.

Inoltre, relativamente al superbonus del 110% introdotto dall’art. 119 del DL 34/2020, le risposte nn. 21 e 24 individuano le “unità immobiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno, site all’interno di edifici plurifamiliari” per le quali deve sussistere contestualmente il requisito della “indipendenza funzionale” e dell’”accesso autonomo dall’esterno”. I chiarimenti ivi contenuti, però, non tengono conto delle novità introdotte al riguardo dall’art. 1 comma 66 della L. n. 178/2020 (legge di bilancio 2021).

Infine, con la risposta n. 18/2021, l’Agenzia fornisce chiarimenti con riguardo alla detrazione spettante per gli interventi “combinati” di riqualificazione energetica e di riduzione del rischio sismico (c.d. “ecosismabonus”) eseguiti sulle parti comuni di edifici nelle zone sismiche 1, 2 e 3 di cui all’art. 14 comma 2-quater.1 del DL 63/2013.

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