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Mercoledì, 27 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Proponiamo un patto per la categoria

Giovedì, 15 luglio 2021

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STAMPA

Caro Direttore,
quello che vogliamo proporre con il nostro Forum UNGDCEC di domani, 16 luglio, che si terrà a Roma, è un patto per la categoria.
Facciamo un patto. Tutti.

Un patto che possa servire a migliorare lo stato in cui la professione del commercialista si trova oggi. Facciamo un patto di onestà e crescita della categoria per uscire da un “modus operandi” che finora ha portato pochi risultati e difficilmente ne porterà di migliori. Usciamo dalla polemica urlata, optando piuttosto per la critica costruttiva, usciamo dai tribunali o dai palcoscenici dei social network che – se utilizzati come semplice valvola di sfogo e come strumenti per colpire e fare clamore fine a sé stesso o solo per recuperare consensi – diventano “luoghi” per lo più non adeguati a chiarire e costruire ma sempre più spesso a dividere e generare confusione.

Lasciamo da parte l’ego, i rancori, le invidie e le gelosie, la voglia di dimostrare di avere la verità in tasca, smettiamola – in sostanza – di mettere davanti l’interesse particolare rispetto a quello “universale” e iniziamo a fare quello che serve per intraprendere finalmente un duraturo percorso di risalita e riqualificazione della nostra professione.
Torniamo tutti a dimostrare di essere quello che siamo. Professionisti.

Ci serve, infatti, ricordare quello che siamo per continuare a percorrere il lungo percorso che restituisca credibilità alla professione con un nuovo approccio. Iniziando una attività di interlocuzione con tutta la politica – ma non solo – che ci consenta di portare a casa risultati concreti grazie a un confronto costruttivo. Abbiamo una grande opportunità, quella di “sfruttare” questo momento storico per lasciarci alle spalle le vecchie abitudini. Mai come ora bisogna lanciare il cuore oltre all’ostacolo. Mai come ora è necessario diventare una voce autorevole in grado di farsi sentire e di farsi anche rispettare. Sarà però necessario smettere di provare a fare consenso urlando sempre più forte contro qualcuno, che sia un collega, un dirigente della Pubblica Amministrazione oppure un rappresentate politico. Abbiamo visto come il populismo paghi soltanto nel breve termine, non si può cambiare di certo in questo modo la professione. Serve anche altro.

È giustissimo protestare, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo quando sarà giusto ma evidentemente non basta, serve alzare il tono nei contenuti. Serve alzare l’asticella.
Per avere risultati importanti, essere credibili e vedere riconosciuto il nostro ruolo, sempre e ovunque, serve essere seri, preparati, giusti e propositivi.

In Italia c’è un sistema da riformare grazie anche al PNRR che può portarci finalmente a voltare pagina e consentirci di lasciare alle spalle i limiti storici del Paese. Non possiamo restarne esclusi perché troppo occupati a litigare e discutere. La prossima riforma del fisco forse cambierà per sempre la nostra professione e al momento non tocchiamo palla: chiediamoci perché e troviamo una soluzione nel merito. Tutti insieme.

Assumiamoci l’impegno di cogliere questa opportunità anche per far crescere la nostra professione e adeguarla alle nuove esigenze emerse, impegniamoci a modificare anche il nostro “amato” DLgs. 139/2005: così com’è scritto evidentemente non funziona e non fa altro che alimentare divisioni, rende addirittura difficile l’esercizio stesso del diritto di voto.
Facciamo un patto, dunque. Torniamo tutti a dimostrare di essere professionisti!


Matteo De Lise
Presidente UNGDCEC

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