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Giovedì, 28 ottobre 2021 - Aggiornato alle 6.00

INIZIATIVE DI CATEGORIA

L’UNGDCEC: «No tax area per gli under 30»

/ REDAZIONE

Venerdì, 1 ottobre 2021

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Per permettere alle nuove generazioni di guardare finalmente al futuro con serenità, evitando di costringerli a valutare l’estero per raggiungere la loro realizzazione professionale, servono incentivi fiscali importanti, soprattutto nei primi anni della loro attività lavorativa. Ne è convinta l’Unione nazionale giovani commercialisti, che ieri, nella giornata di apertura del suo 58° Congresso nazionale, ha lanciato la proposta di introdurre una “No tax area per i giovani di età inferiore ai 30 anni”.

A presentarla, nel corso del suo discorso introduttivo dell’evento, il Presidente dell’associazione sindacale di categoria, Matteo De Lise: “Si tratta di una fascia di esenzione ai fini IRPEF per tutti i redditi generati da lavoratori under 30 (dipendenti, autonomi e di impresa, anche occasionali), pensata con un limite temporale di 5-10 anni: sarebbe un importante incentivo fiscale e garantirebbe una sorta di equità orizzontale”.

La proposta è stata redatta con la collaborazione dell’ex Presidente del CNDCEC, Claudio Siciliotti, intervenuto al Congresso di Reggio Calabria anche per esporne aspetti tecnici e finalità: “L’obiettivo primario – ha sottolineato – è agevolare e incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, garantendo loro un’autonomia finanziaria e incentivando, di conseguenza, i consumi e l’emersione di quella base imponibile oggi sommersa”.

Come ulteriore aspetto positivo, “la misura proposta farebbe da argine alla fuga all’estero dei nostri migliori talenti. Trasformare l’enorme giacimento di capitale umano giovanile presente nel nostro Paese, largamente inutilizzato, in un fattore di sviluppo, competitività e benessere sociale è più che mai urgente”.

Ecco perché l’intenzione è quella di far arrivare in breve tempo il progetto in Parlamento, in modo che possa diventare un disegno di legge. “In questo modo – ha aggiunto De Lise – inaugureremo un nuovo ciclo per la categoria, che vuole essere protagonista della ripresa economica con proposte concrete”.

Un “primo passo verso la rinascita della professione” che, però, passa anche dalla soluzione dei problemi interni, in special modo quelli relativi al nuovo stallo elettorale, registrato proprio in questi giorni. Per uscire da questa situazione, ha ribadito il Presidente dell’Unione, “c’è bisogno di unità, di regole certe e di un cambio di marcia per quanto riguarda la governance dei commercialisti: occorre azzerare e ripartire”.

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