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PROFESSIONI

Piattaforme di IA da adottare in base al compito da assegnare

Le differenze fra le versioni gratuite e quelle a pagamento non sono marginali ai fini della privacy

/ Luca PIOVANO

Mercoledì, 18 marzo 2026

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L’intelligenza artificiale è già entrata nei nostri studi, spesso dalla porta di servizio e in modo non governato. Se vogliamo governare il tema, la prima domanda da porci è “quale strumento scelgo?“. Non esiste una risposta univoca. Non esiste la piattaforma perfetta. Esiste quella giusta per il compito giusto.

Le piattaforme di IA generativa da valutare sono essenzialmente quattro: ChatGPT di OpenAI, Claude di Anthropic, Gemini di Google e Copilot di Microsoft. Ne esistono altre — Perplexity per la ricerca, le IA cinesi come DeepSeek che sarebbe meglio evitare per ovvie ragioni di privacy — ma le quattro citate coprono gran parte delle possibili esigenze. Prima di scegliere è fondamentale capire cosa cambia tra la versione gratuita e quelle a pagamento, perché qui si gioca una partita che riguarda i nostri studi. Dobbiamo sapere che a seconda della versione acquistata i nostri dati possono essere o meno utilizzati per l’addestramento del modello. Quel contratto che il collaboratore ha caricato per farsi aiutare può finire nei dati di addestramento.

Partiamo da ChatGPT, la piattaforma più nota e forse più diffusa. Con la versione gratuita, ma anche con le versioni Go, Plus e Pro (rispettivamente da 8, 23 e 229 euro al mese), i dati sono utilizzati per l’addestramento e non ci sono quindi i necessari requisiti di privacy. Solo la versione Business, a 29 euro per utente al mese con fatturazione annuale, garantisce un ambiente separato con i dati esclusi dall’addestramento. Il salto di prezzo dalla versione gratuita non è un costo: è il prezzo minimo della compliance.

Claude — sviluppato da Anthropic — è meno conosciuto ma in questo momento è probabilmente la piattaforma più solida per la scrittura professionale, l’analisi documentale e il ragionamento complesso. Claude gestisce finestre di contesto molto ampie, che significa poter caricare un intero fascicolo di documenti e lavorarci in una sola conversazione, senza dover spezzettare i file e perdere il filo. Il piano Pro costa 15 euro al mese se fatturato annualmente, i piani Max partono da 90 euro al mese. Anche qui i dati possono essere utilizzati per l’addestramento. Per essere compliant con la normativa è necessario passare alle versioni Team o Enterprise, il cui costo parte da 16,83 euro al mese per utente.

Gemini di Google presenta un vantaggio specifico: l’integrazione nativa con l’ecosistema Google. Se lo studio lavora con Google Workspace — Gmail, Drive, Docs — Gemini accede direttamente ai documenti, alle email, ai file. Poter chiedere “riassumimi le email di questo cliente nell’ultima settimana” senza dover caricare documenti, ha un valore concreto nel quotidiano. I costi degli abbonamenti variano da 7,99 euro al mese fino a 274,99 euro al mese, a seconda delle funzionalità incluse. Anche qui è necessario verificare che nell’abbonamento scelto sia escluso l’utilizzo dei dati per l’addestramento.

Copilot di Microsoft va considerato non per le sue capacità intrinseche, ma perchè è la piattaforma integrata nell’ecosistema Microsoft 365. Copilot lavora direttamente dentro Word, Excel, Outlook, PowerPoint, Teams. Non serve cambiare il flusso di lavoro: l’IA è già lì, dentro gli strumenti che si usano ogni giorno. Per chi ha resistenze all’adozione di nuove piattaforme questo è un vantaggio non trascurabile. Il limite è simmetrico al punto di forza: Copilot funziona meglio come strumento di produttività che come interlocutore per il ragionamento complesso. Per sintetizzare un thread di email in Outlook o formattare un report in Word è perfetto. Per l’analisi di un’operazione straordinaria o per un brainstorming, le altre piattaforme restano superiori. È la differenza tra uno strumento che velocizza il lavoro e uno strumento che aiuta a pensare: entrambi servono, ma per compiti diversi.

La protezione dei dati è l’aspetto centrale previsto dalla L. 132/2025. La seconda Guida operativa sull’intelligenza artificiale “L’aiuto intelligente al commercialista” di FNC e CNDCEC ha analizzato in dettaglio le clausole contrattuali dei principali strumenti, confrontandoli su parametri come la localizzazione dei server, i tempi di conservazione dei dati, le finalità del trattamento, le misure di sicurezza. Le differenze fra le versioni gratuite e quelle a pagamento non sono marginali. Sono strutturali. Scegliere la versione corretta è un requisito minimo di compliance, oggi ancor prima dei decreti attuativi della L. 132/2025.

Operativamente, non esiste una risposta univoca su quale sia la piattaforma migliore. La scelta dipende dalle tecnologie già presenti in studio, da cosa si vuole ottimizzare, da quanto si è portati a sperimentare. Il consiglio è provare: scegliere una piattaforma e capire se fa al caso proprio. Gli abbonamenti mensili consentono la disdetta senza particolari vincoli ed è quindi possibile, almeno in una prima fase, sperimentarne diversi. La vera differenza, comunque, non la fa lo strumento in sé. La fa il modo in cui lo si utilizza.

Per approfondimenti sul tema si rimanda al percorso specialistico “L’intelligenza artificiale in pratica: strumenti e applicazioni”, in partenza ad aprile.

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