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Sabato, 6 giugno 2026 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Viene ancora applicato il criterio della capacità contributiva?

Sabato, 6 giugno 2026

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Gentile Redazione,
negli ultimi anni il legislatore fiscale pare aver derubricato a mera petizione di principio quello che dovrebbe essere il “faro” della sua attività: ovvero il principio per cui ciascuno di noi deve contribuire alle spese dello stato “in ragione della sua capacità contributiva”.

Tali e tante sono le regole di cui ci siamo dotati che, in nome di obiettivi finanziari “superiori”, confliggono apertamente con detto principio.

Un chiaro esempio sarebbe costituito (uso il condizionale perché trattasi di informazione relativa al decreto correttivo di prossima approvazione) dalla regola per cui il valore del “fringe benefit” del veicolo concesso in uso promiscuo sia incrementato del 50% per le auto che hanno più di 5 anni.

La domanda è molto semplice: come è possibile che un dipendente abbia un aumento di capacità contributiva significativo per il solo fatto che il datore di lavoro non gli sostituisce un’auto di 5 anni di anzianità (che più o meno è un terzo della sua vita utile) con una nuova di fabbrica?

A me, sommessamente, vien da pensare che vale esattamente il contrario: più l’auto invecchia e meno utilità ne ha il suo utilizzatore e più basso dovrebbe essere il suo “fringe benefit”.

Capisco benissimo che ci sono altri obiettivi che si vogliono perseguire con quella norma: ma gli obiettivi vanno perseguiti con provvedimenti mirati, non tradendo i principi costituzionali.

Ad esempio, se l’obiettivo fosse quello ambientale, sul presupposto che un veicolo vecchio di 5 anni inquina più di un veicolo nuovo, è sulla immissione sul mercato di veicoli potenzialmente inquinanti si deve incidere. Non sulla “leva fiscale”, che peraltro nemmeno conseguirebbe l’obiettivo perché l’auto in questione sarà presumibilmente ceduta sul mercato dell’usato e continuerà comunque a inquinare sino al termine della sua vita utile.

Meglio sarebbe anticipare come stato italiano il divieto di vendere veicoli inquinanti rispetto al termine “lasco” del 2035 fissato dalla nota direttiva europea.


Giampiero Guarnerio
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano

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