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Sabato, 10 aprile 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Urge chiarezza sulla detraibilità delle spese del general contractor

La DRE Lombardia esclude dal beneficio la spesa relativa al compenso per il servizio a titolo di costi organizzativi e coordinamento

/ Enrico ZANETTI e Arianna ZENI

Giovedì, 8 aprile 2021

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Per la DRE Lombardia “la spesa relativa al compenso per il servizio reso da parte del «General Contractor», a titolo di costi organizzativi e di coordinamento delle attività che gli sono state affidate [...] non possono essere oggetto di detrazione” (interpello 29 gennaio 2021 n. 904-334/2021), ma è senz’altro auspicabile che questa prima indicazione possa trovare adeguato ripensamento nell’ambito della prassi ufficiale che l’Agenzia delle Entrate, a livello centrale, dovesse diramare ai propri uffici operativi.

Le spese, che rilevano ai fini del calcolo delle detrazioni “edilizie”, sono tutte quelle che afferiscono direttamente all’esecuzione degli interventi agevolati, ivi comprese quelle sostenute anche prima dell’inizio dei lavori.
Tra le spese detraibili, sostenute per la realizzazione degli interventi agevolati, rientrano anche quelle sostenute per prestazioni professionali, purché direttamente connesse all’esecuzione degli interventi e alla messa a norma degli edifici ai sensi della legislazione vigente in materia.

Il general contractor è il soggetto che assume il ruolo di “appaltatore generale” nei confronti del committente e che, in tale veste, è responsabile nei confronti di quest’ultimo per la fornitura dei materiali, dei lavoratori, delle attrezzature e in generale dei servizi per il completamento delle opere.
Nello svolgere tale ruolo, egli subappalta l’esecuzione di specifiche forniture di beni o servizi a contraenti terzi e svolge una funzione di coordinamento generale degli interventi, oltre che eseguire direttamente quelle prestazioni che non subappalta a terzi.

Il corrispettivo che il general contractor addebita al committente è dunque un corrispettivo che remunera le attività da lui svolte, in via diretta o in via delegata, ivi compresa l’attività di coordinamento generale delle diverse forniture di beni e servizi necessarie alla realizzazione delle opere oggetto del contratto di “appalto generale” che il general contractor stipula con il committente.
Da questo punto di vista, la “immediata correlazione con gli interventi che danno diritto alla detrazione” del corrispettivo spettante al general contractor pare non poter essere messa in discussione in ogni sua parte, posto che tale corrispettivo discende direttamente dal contratto di appalto stipulato con il committente per la realizzazione delle opere, con quel che ne consegue in termini di detraibilità della corrispondente spesa sostenuta dal committente.

La differenza rispetto al caso dell’amministratore di condominio, cui viene riconosciuto un compenso “extra” per la gestione straordinaria dei lavori, è d’altro canto lampante, nel senso che quel compenso è riconosciuto dal condominio all’amministratore non “per la realizzazione degli interventi” (come è vero invece nel caso del compenso riconosciuto al general contractor), ma “perché vengono realizzati gli interventi” (e, in ragione di tale fatto, è previsto il riconoscimento di uno specifico compenso “extra” all’amministratore, nell’ambito dell’incarico di amministratore affidatogli dal condominio).

Differenza rispetto al caso dell’amministratore di condominio

Se è condivisibile l’orientamento di prassi volto a evidenziare la non detraibilità delle spese sostenute per il compenso “extra” dell’amministratore di condominio (circ. Agenzia delle Entrate 22 dicembre 2020 n. 30, § 4.4.1), così come di quelle sostenute per consulenze non direttamente correlate all’esecuzione delle opere, come quelle fiscali (risposta n. 9 dell’Agenzia delle Entrate nel corso del Videoforum 30 maggio 2019), non altrettanto potrebbe dirsi per un orientamento che non approfondisse adeguatamente la differenza sostanziale tra le diverse casistiche.

Auspicando che sul punto possa essere fatta quanto prima chiarezza (tenuto anche conto dell’estrema diffusione del ricorso alla figura del general contractor per gli interventi in questione), si conferma il convincimento che la spesa sostenuta dal committente per il pagamento del corrispettivo del general contractor, contrattualmente pattuito nel contratto di “appalto generale”, rientri tra le spese detraibili ai fini delle detrazioni “edilizie”, ovviamente sempre nel rispetto dei tetti massimi di legge e dei massimali di costo specifici, previsti con riguardo a ciascuna tipologia di interventi agevolati, ivi compreso ovviamente quando l’agevolazione compete nella misura superbonus 110%, ai sensi dell’art. 119 del DL 34/2020.

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