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Venerdì, 7 maggio 2021 - Aggiornato alle 6.00

LETTERE

Mi chiedo perché appesantire le dichiarazioni con dati già disponibili

Martedì, 4 maggio 2021

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Spettabile Redazione,
approfitto del commento pubblicato su Eutekne.info, dedicato ai crediti d’imposta per acquisto di beni strumentali nuovi da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi (si veda “Bonus investimenti con codici credito diversificati nel modello REDDITI 2021” di ieri), per segnalare un mio personale malumore (che covo da tempo) sul contenuto della dichiarazioni fiscali.

Queste, da strumento necessario per la verifica del corretto adempimento degli obblighi tributari, sono nel tempo diventate il veicolo delle più disparate informazioni: alcune quasi “ingenue” (i riferimenti all’abbonamento Tv), altre ben più impegnative e importanti: penso a tutte le agevolazioni che devono (dovrebbero?) essere indicate nei quadri degli “aiuti di Stato”, nonché nei quadri dei crediti d’imposta.

Per quanto mi riguarda, ogni volta che mi sono trovato a inserire informazioni “extra” (rispetto al calcolo delle imposte con annessi e connessi) mi è sempre venuta “l’orticaria”, soprattutto per il timore di scordarmi qualcosa di importante (con effetti magari pregiudizievoli per i clienti).

E allora la domanda: visto che in sostanza tutte le agevolazioni (divenute adesso “massive” in tempi di pandemia) vengono spese nel modello F24 con specifici codici tributo, non è plausibile che tutte le informazioni richieste dall’Agenzia delle Entrate siano per la medesima già disponibili? E che quindi si possa essere esonerati da tutti quegli obblighi informativi che nulla hanno a che fare con la determinazione delle imposte? Non si tratta di dati che, in quanto già disponibili per la Pubblica Amministrazione, non dovrebbero essere ulteriormente richiesti?


Leonardo Biolchi
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Piacenza


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