X

Informativa

Questo sito, e gli strumenti di terze parti richiamati, utilizzano cookie indispensabili per il funzionamento tecnico del sito stesso e utili alle finalità illustrate nella Cookie Policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie nella modalità sopra indicata.

Recupera Password

Non sei ancora registrato? Clicca qui

Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Polizze non sempre da trasferire per il credito in cessioni post Brexit

Credito dall’acconto dell’imposta sulle assicurazioni utilizzabile anche se la cessione di ramo d’azienda non include il portafoglio con le polizze italiane

/ Alberto SARZANO

Giovedì, 25 novembre 2021

x
STAMPA

download PDF download PDF

Continuano a susseguirsi i chiarimenti provenienti dalle numerose richieste avanzate dalle compagnie assicurative britanniche che, a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, si sono trovate escluse dalla possibilità di esercitare la propria attività in Italia in libertà di stabilimento o in libera prestazione di servizi e hanno pertanto messo in atto operazioni straordinarie al fine di conferire o cedere a società aventi la sede legale in Ue i portafogli assicurativi europei.

Con la risposta a interpello n. 786 del 24 novembre 2021, l’Agenzia delle Entrate ha affermato un principio nuovo rispetto agli interpelli degli ultimi mesi, cioè che, nell’ambito di un’operazione di cessione di ramo d’azienda avvenuta tra una compagnia inglese e una compagnia europea, non sia sempre necessario trasferire le polizze in essere per poter anche trasferire e utilizzare il credito derivante dall’acconto dell’imposta sulle assicurazioni, di cui all’art. 9, comma 1-bis della L. 1216/1961.

Il chiarimento si è reso necessario in quanto non specificatamente affrontato dai precedenti interventi di prassi (si veda, ad esempio, la risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 181/2021), nei quali venivano proposte soluzioni riguardanti operazioni straordinarie, per effetto delle quali la società conferitaria o cessionaria acquisiva anche i contratti di assicurazione della società conferente o cedente.

In tali casi, l’Ufficio ha esposto il principio secondo cui la debenza dell’acconto vada considerata intrinsecamente legata alla sussistenza di un business assicurativo con riferimento all’anno d’imposta per il quale il versamento dell’acconto viene effettuato. Conseguentemente, se con l’operazione straordinaria la conferitaria acquisisce, con effetto successorio, anche i contratti di assicurazione, i cui premi costituiscono il presupposto dell’imposta sulle assicurazioni, l’acconto dovuto ai sensi del citato art. 9, comma 1-bis, diviene di competenza di quest’ultima.

E ancora, con la risposta n. 447/2020, veniva chiarito che, nell’ambito di un trasferimento di ramo d’azienda, l’obbligo di corresponsione dell’acconto è in capo al soggetto che, alla data del versamento, ha in pancia i contratti assicurativi, ai cui premi l’acconto è intrinsecamente legato. Nel caso di specie, si trattava della compagnia conferitaria, la quale aveva ricevuto dalla conferente l’intero ramo d’azienda, comprendente anche il portafoglio assicurativo italiano.
In sostanza, si affermava che l’onere tributario è strettamente collegato ai premi assicurativi che verranno riscossi nel corso dell’anno successivo.

Invece, l’interpello pubblicato ieri riguarda una compagnia assicurativa del Regno Unito che, a seguito di Brexit, ha costituito una nuova società con sede a Malta, cedendo a essa un ramo d’azienda, comprendente personale dipendente, contratti di intermediazione, contratti di servizi, crediti e debiti, così da poter continuare con l’attività in regime di stabilimento nel territorio italiano. Tra i crediti, risulta anche l’acconto versato nel mese di novembre 2020 dalla società britannica. Tuttavia, a differenza dei casi esaminati negli interpelli precedenti, la cessione di ramo in questione non includeva il portafoglio comprendente le polizze italiane.

Da qui, il dubbio legittimo della società, che a fronte dell’orientamento recentemente assunto dalle Entrate, secondo il quale l’acconto è collegato al possesso del portafoglio assicurativo, ha chiesto conferma sulla possibilità di utilizzo di detto credito a scomputo dell’imposta sulle assicurazioni da parte della cessionaria maltese, pur non essendo stato trasferito a quest’ultima il portafoglio sui cui premi era stato originariamente determinato.

La risposta dell’Agenzia è positiva, in quanto si ritiene che l’assegnazione del credito rimanga comunque connessa all’attività assicurativa. Il punto dirimente è che la compagnia ha dimostrato che il credito non è stato oggetto di trasferimento con atto autonomo e separato dal trasferimento del business aziendale.

L’assegnazione del credito resta connessa all’attività assicurativa

Pertanto, viene considerato non pregiudizievole, al fine della cessione del credito in parola, la mancata cessione delle polizze in essere, nel presupposto che il versamento dell’imposta debba essere, comunque, effettuato dal soggetto tenuto all’incasso dei premi assicurativi cui, pertanto, deve essere imputato il credito generato dal versamento dell’acconto.

Per perfezionare il trasferimento delle posizioni creditorie, è necessario che le parti provvedano a notificare apposita comunicazione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente; tale comunicazione dovrà indicare i crediti oggetto di trasferimento, gli estremi identificativi dei versamenti effettuati, i rispettivi importi nonché le relative modalità di trasferimento a favore della società cessionaria.

TORNA SU