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Martedì, 30 novembre 2021 - Aggiornato alle 6.00

FISCO

Franchigia valida anche per la garanzia sulle compensazioni nell’IVA di gruppo

L’esonero, entro i limiti previsti, si applica anche se la garanzia è prestata dalla controllante estera

/ Corinna COSENTINO

Venerdì, 26 novembre 2021

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L’agevolazione prevista dall’art. 21 del DM 567/93, che consente l’esonero dalla prestazione della garanzia in relazione ai rimborsi di importo non superiore al 10% dei versamenti effettuati dal soggetto passivo nei due anni precedenti e registrati nel conto fiscale, vale anche per gli importi oggetto di compensazione nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo. Inoltre, il beneficio si applica anche qualora la garanzia sia prestata dalla società controllante stabilita in altro Stato membro. È quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 792 di ieri.

La fattispecie oggetto di esame riguarda una società di diritto irlandese (Alfa) identificata in Italia ex art. 35-ter del DPR 633/72, che opera come controllante nell’ambito di una procedura IVA di gruppo.
Nel corso del periodo d’imposta 2020, la società ha compensato le eccedenze di credito IVA del gruppo riportate a nuovo dal 2019 con eccedenze di debito IVA. Ai sensi dell’art. 38-bis del DPR 633/72, tali eccedenze oggetto di compensazione dovrebbero essere assistite da garanzia.

L’istante chiede perciò se sia possibile beneficiare dell’esonero dalla prestazione della garanzia in relazione alla parte di eccedenze compensate che non superano la franchigia prevista dall’art. 21 DM 567/93. La norma, infatti, ammette l’esonero per gli importi che non superano il 10% dei complessivi versamenti tributari e contributivi eseguiti nei due anni precedenti la data della richiesta e che sono stati registrati nel conto fiscale, escludendo dal calcolo i versamenti conseguenti ad iscrizione a ruolo ed al netto dei rimborsi già erogati.

Si ricorda peraltro che, secondo quanto chiarito con circ. n. 35 del 2015, il conto fiscale cui fa riferimento l’art. 21 del DM 567/93 ai fini del calcolo della franchigia è quello della società titolare del credito compensato nella liquidazione IVA di gruppo.

Richiamando precedenti interventi di prassi (circ. n. 33 del 2016 e la già citata circ. n. 35 del 2015), l’Agenzia delle Entrate conferma che la franchigia in parola si applica anche nell’ambito della liquidazione IVA di gruppo ex art. 73 comma 3 del DPR 633/72, per determinare l’importo oggetto della garanzia o dell’assunzione diretta dell’obbligazione di pagamento nei casi previsti dall’art. 38-bis comma 5 del medesimo decreto.
Pertanto, laddove la compensazione delle eccedenze di credito debba essere assistita da garanzia, quest’ultima può essere prestata per l’importo eccedente il suddetto limite.

Occorre precisare che nel caso specifico la società Alfa (in base a quanto evidenziato in un precedente interpello) non può assumere in proprio l’obbligazione di pagamento al fine di garantire le eccedenze compensate, poiché, pur qualificandosi come controllante ai fini della procedura dell’IVA di gruppo, non costituisce la capogruppo ai fini civilistici, né redige il bilancio consolidato o deposita quello redatto dalla capogruppo (cfr. risposta a interpello n. 484 del 19 luglio 2021).
L’obbligazione di pagamento potrebbe invece essere assunta direttamente da Beta, ossia da altra società di diritto irlandese, controllante ultima di Alfa, nel presupposto, tuttavia, che questa sia in possesso dei requisiti richiamati.

Fatte tali premesse, l’Agenzia conclude che, nel caso in esame, il beneficio della franchigia di cui all’art. 21 del DM 567/93 può trovare applicazione:
- sia qualora la garanzia venga rilasciata da Beta, mediante assunzione diretta dell’obbligazione di pagamento;
- sia laddove alla garanzia provveda Alfa mediante cauzione in titoli di Stato o garantiti dallo Stato, fideiussione rilasciata da una banca o da un’impresa commerciale o polizza fideiussoria rilasciata da un’impresa di assicurazione.

Non occorre comunicare i requisiti in dichiarazione IVA

Da un punto di vista operativo, viene altresì precisato che, per invocare l’applicazione della franchigia, non occorre inviare alcuna comunicazione preventiva all’Amministrazione finanziaria, né barrare alcuna specifica casella nell’ambito della dichiarazione IVA annuale.

Non esiste infatti, nel modello dichiarativo, un campo dedicato a tale comunicazione. In particolare, come evidenziato dall’istante, non risulta utilizzabile a questo scopo il campo 8 del quadro VS del modello IVA.
Resta fermo che, in sede di un eventuale controllo, la spettanza dell’agevolazione andrà comunque dimostrata.
Infine, poiché l’istante ipotizza di richiedere all’Amministrazione finanziaria la restituzione delle garanzie rese in precedenza per importi inferiori alla franchigia, l’Agenzia precisa che tale possibilità non può essere confermata in sede di interpello, necessitando di una verifica di fatto.

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