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Domenica, 25 settembre 2022

FISCO

Anche il contratto collettivo decentrato legittima la tassazione separata

Si tratta di una causa giuridica; il termine di 120 giorni non è un parametro per valutare la fisiologicità del ritardo

/ Daniele SILVESTRO

Venerdì, 23 settembre 2022

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Con la risposta a interpello n. 468 di ieri, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sull’applicazione del regime di tassazione separata ex art. 17 comma 1 del TUIR agli emolumenti corrisposti nell’anno successivo a quello di maturazione in virtù di contratti collettivi integrativi.

L’Agenzia ricorda che le situazioni che rilevano ai fini della tassazione separata sono quelle:
- di “carattere giuridico”, che consistono nel sopraggiungere di norme legislative, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi, ai quali è sicuramente estranea l’ipotesi di un accordo tra le parti in ordine a un “rinvio” del tutto strumentale nel pagamento delle somme spettanti;
- consistenti in “oggettive situazioni di fatto”, che impediscono il pagamento delle somme riconosciute spettanti entro i limiti di tempo ordinariamente adottati dalla generalità dei sostituti d’imposta, causandone il “ritardo”.

La tassazione separata è esclusa quando la corresponsione degli emolumenti in un periodo d’imposta successivo a quello di maturazione è “fisiologica” rispetto ai tempi tecnici occorrenti per l’erogazione degli emolumenti stessi. Sul punto, non deve essere effettuata alcuna indagine sul “ritardo” nella corresponsione degli emolumenti qualora ricorra una delle “cause giuridiche” (ad esempio il sopraggiungere di contratti collettivi), viceversa l’indagine è necessaria quando il “ritardo” è determinato da “circostanze di fatto”.

Tra le cause giuridiche che legittimano l’applicazione della tassazione separata vi è quindi anche il sopraggiungere di un contratto collettivo, anche decentrato; di conseguenza, in generale, è sufficiente che, per effetto della stipula del contratto collettivo, l’erogazione avvenga nel periodo d’imposta successivo rispetto a quello in cui le somme si riferiscono per applicare la tassazione separata (a prescindere dalla natura degli emolumenti e dalla complessità dell’iter di liquidazione).

Con riguardo agli emolumenti correlati al raggiungimento di obiettivi predeterminati e corrisposti nell’anno successivo a quello cui gli obiettivi sono raggiunti, è la stessa natura degli emolumenti che comporta – generalmente - l’erogazione nell’anno successivo. Di conseguenza, la tassazione separata non si applica sia se gli emolumenti sono corrisposti nello stesso periodo d’imposta cui si riferiscono, sia nel caso in cui l’erogazione nell’anno successivo sia “fisiologica” in considerazione della natura dell’emolumento e non dipenda da una causa giuridica sopravvenuta (ad esempio, se il contratto collettivo è stipulato nell’anno successivo a quello di riferimento).

In merito alla valutazione della fisiologicità del ritardo, l’Agenzia sottolinea come il termine di 120 giorni, quale parametro oggettivo per la qualificazione del ritardo, stabilito da alcune sentenze della Corte di Cassazione (cfr. Cass. 3925/2022), non possa essere assunto come criterio generale, in quanto non espressamente previsto dal legislatore.

Ciò premesso, nella fattispecie in esame, il 25 ottobre 2021 è stato stipulato il contratto collettivo nazionale integrativo relativo agli anni 2020-2021, che definisce, tra l’altro, i criteri per l’assegnazione al personale delle aree (A, B e C) delle somme e delle indennità per emolumenti da lavoro dipendente, correlate sia al diverso livello di responsabilità delle posizioni organizzative sia allo svolgimento di particolari funzioni e compiti, nonché i compensi incentivanti la produttività.

Secondo l’Agenzia, trova applicazione la tassazione separata nei confronti dei compensi relativi allo svolgimento di particolari compiti e funzioni e delle indennità di posizioni organizzative (una tantum o mensili), relativi agli anni 2020 e 2021, considerato che questi saranno corrisposti in un periodo d’imposta successivo (ovverosia il 2022) rispetto a quello di maturazione (2020 e 2021), in esecuzione del contratto collettivo nazionale integrativo sottoscritto il 25 ottobre 2021 (ovverosia per una causa giuridica sopravvenuta).

Invece, in merito ai “compensi incentivanti la produttività”, tenuto conto che tali somme sono dovute in base alle previsioni contrattuali, a seguito della valutazione dei risultati nell’ambito del sistema di misurazione e valutazione della performance adottato, trova applicazione la tassazione:
- separata per le somme relative all’anno 2020 (essendo il contratto sottoscritto il 25 ottobre 2021, ovverosia l’anno successivo a quello di maturazione);
- ordinaria per le somme relative all’anno 2021, in quanto la sottoscrizione del contratto nel medesimo anno di riferimento non può costituire una causa giuridica “sopravvenuta” che comporta la tassazione separata.

Infine, nel caso di specie non trova applicazione il regime di tassazione separata per il quarto acconto (quello relativo all’ultimo trimestre dell’anno) dei premi incentivanti o retribuzioni di risultato erogato nel mese di marzo dell’anno successivo su previsione dello stesso contratto collettivo (anche preesistente).

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