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LAVORO & PREVIDENZA

Ultimi giorni per le domande relative al bonus mamme 2025

Anche il termine per la presentazione della domanda integrativa scade il 31 gennaio 2026

/ Daniele SILVESTRO

Martedì, 27 gennaio 2026

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Sono in via di scadenza le domande per il bonus mamme 2025 introdotto dall’art. 6 comma 2 del DL 95/2025 in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli.
In generale, la domanda era presentabile fino al 9 dicembre 2025. Tuttavia, entro il 31 gennaio 2026 è possibile presentare all’INPS:
- la domanda di accesso al bonus mamme 2025 per i casi in cui i requisiti sono maturati successivamente al 9 dicembre 2025 ed entro il 31 dicembre 2025 (messaggio INPS n. 3289/2025);
- l’eventuale domanda integrativa per i mesi non richiesti nell’istanza già presentata (messaggio INPS n. 147/2026).
Il bonus sarà erogato direttamente dall’INPS, entro il mese di febbraio 2026.

Operativamente, la domanda va presentata per via telematica all’INPS utilizzando (circ. INPS n. 139/2025 e messaggio INPS n. 3289/2025):
- sito istituzionale www.inps.it, accedendo con la propria identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE 3.0, CNS o eIDAS);
- Contact Center Multicanale;
- i servizi offerti dagli Istituti di patronato.

Le procedure sono state aggiornate di recente dall’Istituto di previdenza al fine di permettere l’invio della domanda integrativa per i mesi non richiesti nell’istanza già presentata; in particolare, occorre utilizzare il servizio accessibile sul sito istituzionale www.inps.it, seguendo il percorso: “Sostegni, Sussidi e Indennità”, “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità”, “Per genitori”, “Vedi tutti i servizi”, “Nuovo Bonus mamme”.

Oltre a indicare le modalità di pagamento, nella domanda, la richiedente deve dichiarare sotto la propria responsabilità, ai sensi del DPR 445/2000, il possesso congiunto dei requisiti previsti e riguardanti: la categoria di soggetti (dipendenti e autonome); il numero e l’età dei figli; il reddito da lavoro.

Il bonus mamme 2025 riguarda infatti le lavoratrici madri:
- dipendenti, sia del pubblico sia del privato, comprese le lavoratrici con contratto di lavoro intermittente e quelli a scopo di somministrazione (sono esclusi i rapporti di lavoro domestico);
- autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome (artigiane, commercianti e lavoratrici agricole autonome);
- autonome iscritte alla Gestione separata INPS (di cui all’art. 2 comma 26 della L. 335/95), comprese le co.co.co;
- professioniste iscritte alle casse di previdenza professionali di cui al DLgs. 509/94 e al DLgs. 103/96.
Sono escluse dal beneficio le madri iscritte esclusivamente per cariche sociali (amministratrici di società, membri del collegio sindacale, etc.) o per prestazioni di lavoro autonomo occasionale (documento INPS 25 novembre 2025).

Le lavoratrici devono avere:
- due figli, con il contributo che spetta fino al mese del compimento del 10° anno da parte del secondo figlio;
- oppure più di due figli, con il contributo che spetta fino al mese di compimento del diciottesimo anno del figlio più piccolo (il beneficio non spetta per le lavoratrici con almeno tre figli per i mesi in cui è attivo un rapporto di lavoro a tempo indeterminato).
Il requisito relativo ai figli doveva perfezionarsi entro il 31 dicembre 2025.

Ai fini dell’accesso, le lavoratrici devono essere titolari di reddito da lavoro (autonomo e dipendente), rilevante ai fini del calcolo delle imposte per l’anno 2025, pari o inferiore a 40.000 euro (circ. INPS n. 139/2025). Per la verifica del requisito economico si tiene conto della somma di tutti i redditi da lavoro percepiti in relazione all’attività di lavoro, anche se esenti o soggetti a tassazione sostitutiva o ridotta (i redditi devono essere considerati al lordo di eventuali franchigie o riduzioni percentuali ai fini del calcolo delle imposte). Sono compresi anche redditi equiparati o sostitutivi erogati durante il periodo di vigenza del rapporto di lavoro (come il trattamento economico o indennità corrisposte per i periodi di congedo di maternità). Non rilevano invece i redditi percepiti in relazione a istituti che prevedono la cessazione del rapporto di lavoro (come la NASpI, DIS-COLL, ecc.) e le somme percepite per le attività di tirocinio (documento INPS 25 novembre 2025).

Quanto alla misura, si ricorda che il bonus mamme 2025 è pari a 40 euro mensili, per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività di lavoro autonomo. Sul punto, il diritto al bonus mamme 2025 spetta:
- nei soli mesi di vigenza del rapporto di lavoro, con esclusione dei periodi di sospensione;
- per i mesi di iscrizione alla cassa o fondo di riferimento nell’anno 2025, per le lavoratrici autonome;
- per i periodi di effettiva attività lavorativa di competenza dell’anno 2025, per le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione separata.

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