Tassi in rialzo nel mese di agosto
Tra i fattori che hanno contribuito, la ripresa delle operazioni militari tra Stati Uniti e Iran che ha riacceso i timori di interruzioni delle forniture globali
Per quanto riguarda i tassi Eurozona, ci sono stati rialzi tra i 15 e i 20 centesimi. Il Bund 10 è al 3,34% (+19), il 2 anni al 2,96% (+19). Leggermente inferiore il rialzo sui rendimenti Btp con il 10 anni oggi al 4,15% (+17). Lo spread Btp – Bund è a 81 bps da 84 di fine luglio (segui tassi e valute su www.aritma.eu).
I tassi interbancari Irs vedono il 10 anni al 3,39% (+20 cent.), il 2 anni al 3,18% (+20).
L’Euribor 3 mesi da 2,47% sale al 2,608% (+13).
Si modificano le attese sull’Euribor 3 mesi che per dicembre è scambiato al 2,84% (+9 cent.). Il 2027 vede l’Euribor salire sopra il 3% (3,10%-3,12% durante il secondo semestre).
Sul fronte dei tassi Usa il Bond 10 sale al 4,79% (+14 cent.), il 2 anni al 4,36% (+13).
Sofr 3 mesi al 3,76% (-5); il tasso Future Sofr 3 mesi per dicembre è al 4,08% (+5), nel 2027 il tasso Sofr (ex Libor Usd) è atteso intorno al 4,25%.
Le borse europee sono lievemente negative in agosto mentre quelle globali sono leggermente positive.
Il petrolio Brent a fine luglio era su 90 usd al barile cioè su livelli simili agli attuali; in luglio si era mosso indicativamente tra 78 e 100.
Il dollaro ha perso terreno contro l’euro con l’eurousd che da 1,152 di fine luglio sale ad un massimo di 1,171 e poi rientra a 1,158 circa.
Il prezzo dell’oro è salito da 4.100 a 4.400 usd all’oncia.
I tassi medi in agosto sono saliti di circa 10 centesimi rispetto a luglio: tutta la curva Irs a livello di media mensile si presenta sopra il 3%, evento avvenuto l’ultima volta a novembre 2023.
A far salire i tassi hanno contribuito una serie di fattori:
- la ripresa delle operazioni militari tra Stati Uniti e Iran ha riacceso i timori del mercato per possibili interruzioni delle forniture globali, con il conflitto entrato nel suo sesto mese;
- i toni restrittivi usati dal presidente Fed Warsh a Jackson Hole la settimana scorsa. Rialzi dei tassi di interesse potrebbero essere necessari per allentare la pressione sui prezzi. I futures sui tassi indicano una possibilità del 60% di un rialzo dei tassi il mese prossimo, dal 40% prezzato prima del discorso di Warsh;
- la mossa a sorpresa del Tesoro statunitense volta ad ampliare il proprio programma di riacquisto nel tentativo di abbassare i rendimenti. Il rendimento dei titoli del Tesoro a 30 anni sale al 5,30% per la prima volta dal 2007. Questa mossa è stata interpretata come segno di preoccupazione e come misura tampone che non affronta il problema alla base di un debito eccessivamente alto;
- la tenuta dell’economia sia Usa sia Eurozona. In agosto nel vecchio Continente la crescita del settore manifatturiero ha raggiunto il ritmo più sostenuto degli ultimi quattro anni, trainata dal maggiore aumento dei nuovi ordini dall’inizio del 2022 e da una robusta espansione della produzione, secondo l’indice Pmi manifatturiero salito a 52,7 ad agosto, rispetto ai 51,9 di luglio, raggiungendo il valore più alto da maggio 2022. Valori dell’indice Pmi superiori a 50 indicano una crescita dell’attività economica. L’economia industriale della zona euro sembra che si sia ripresa dallo shock dei prezzi del greggio. Una crescita più robusta degli ordini, in parte dovuta alla ripresa della domanda di esportazioni, dovrebbe dare ulteriore slancio a questa espansione;
- l’inflazione nella zona euro che ad agosto ha registrato un’accelerazione, passando dal 2,9% di luglio al 3,3%, trainata quasi interamente dall’incremento dei costi dell’energia. A pesare sono stati i rialzi sia del greggio sia del gas naturale, oltre all’espansione dei margini da parte delle raffinerie.
Passata l’estate, il mese di settembre si presenta carico di appuntamenti di peso: i meeting di Bce (9-10 settembre), Fed (15-16) e BoJ (17-18) si profilano come cruciali con l’eventualità in tutti e tre i casi di rialzi dei tassi ufficiali.
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