Riforma dei commercialisti la prossima settimana alla Camera
Oggi la votazione finale in Commissione Giustizia. Intanto l’ANC chiede modifiche al testo
Dopo l’approvazione degli emendamenti, avvenuta alla fine del mese di luglio (si veda “Riforma dell’ordinamento dei commercialisti verso l’approvazione” del 23 luglio), la Commissione Giustizia della Camera riprende l’esame del disegno di legge recante “Delega al Governo per la riforma della disciplina dell’ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile” (AC 2628), questa volta per la votazione finale con cui verrà conferito al relatore del provvedimento il mandato a riferire in Aula. La votazione è attesa per la giornata di oggi, mentre l’approdo nell’Aula di Montecitorio è calendarizzato, salvo spostamenti, per la prossima settimana. Nel giro di qualche settimana, dunque, il provvedimento potrebbe concludere il suo iter nel primo ramo del Parlamento, per poi passare al Senato per la seconda lettura.
Nel frattempo, nel corso di un evento tenutosi ieri a Roma, l’Associazione nazionale commercialisti ha provato a fare il punto della situazione in un confronto aperto con gli esponenti della politica, con l’obiettivo, ha spiegato il Presidente Marco Cuchel, di “mantenere alto il livello di attenzione” su quello che potrebbe essere un “passaggio decisivo” per il futuro della professione.
Una professione, ha aggiunto il numero uno dell’ANC, che “vive un momento di totale insicurezza. C’è incertezza rispetto alla remunerazione, con l’equo compenso che è diventato una chimera, rispetto all’assenza di tutele a fronte di responsabilità sempre crescenti, alla formazione in eccesso e alla mancanza di esclusive”. Per questo, non solo i giovani, ma anche chi ha già qualche anno di esperienza sulle spalle, “scappa” dalla professione non appena ne ha la possibilità, magari per un “posto fisso” all’interno della Pubblica Amministrazione. Il risultato è che “oggi si fa fatica a trovare non solo praticanti ma anche collaboratori di studio”.
La riforma, secondo Cuchel, dovrebbe mettere mano a tutte queste criticità per rilanciare la categoria verso il futuro: “Ci auguriamo – ha continuato – che vi sia ancora spazio per apportare modifiche al testo, considerato che gli emendamenti diretti a migliorarlo e a rendere la professione più attrattiva per le nuove generazioni sono stati ritirati o respinti. Si tratta, invece, di interventi indispensabili per restituire centralità alla nostra categoria”.
In questo senso, sono arrivate delle aperture da parte degli esponenti politici presenti, anche se quelli appartenenti ai partiti di maggioranza hanno rivendicato il buon lavoro fatto fino ad ora. Daniela Dondi di Fratelli d’Italia, ad esempio, ha posto l’accento sull’anticipazione del tirocinio durante il percorso universitario e il reinserimento dell’attività in ambito giuslavoristico tra le competenze tipiche della professione.
Lo stesso hanno fatto anche Chiara Tenerini (Forza Italia) e Andrea De Bertoldi (Lega), anche se quest’ultimo ha chiesto alla politica di osare di più soprattutto sul tema dell’assicurabilità delle sanzioni dirette in capo al commercialista. Anche Antonio Misiani (Partito democratico) ha espresso l’auspicio di inserire proposte migliorative durante l’iter parlamentare, mentre Giulio Centemero (Lega) ha spiegato che, per rilanciare la categoria, c’è bisogno di una “nuova visione” e di “sfruttare meglio le occasioni che fino ad oggi ci siamo lasciati sfuggire”.
Ulteriori richieste di modifica del testo sono arrivate da Mario Michelino, Presidente dell’ANDOC, e Domenico Posca, Presidente di UNICO, soprattutto per ciò che riguarda l’approvazione del bilancio del Consiglio nazionale da parte degli Ordini locali e l’introduzione di una quota di minoranza all’interno del vertice di categoria.
“Se vogliamo consegnare alla professione – ha concluso Loredana Lesto, Consigliera nazionale dell’ANC – una nuova Carta costituzionale, destinata a durare almeno vent’anni, dobbiamo innanzitutto definire con chiarezza chi sono il commercialista e l’esperto contabile. È indispensabile riconoscere loro un’identità precisa e trasmettere un messaggio inequivocabile sul ruolo che sono chiamati a svolgere”.
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