ACCEDI
Martedì, 10 marzo 2026 - Aggiornato alle 6.00

NOTIZIE IN BREVE

Banca d’Italia: in Italia ripresa ancora debole

/ REDAZIONE

Giovedì, 15 aprile 2010

x
STAMPA

ROMA - La ripresa economica è ancora “debole”, i consumi “ristagnano” e le prospettive di lavoro restano incerte. Il miglioramento dell’economia dunque si vede, ma è ancora a ritmi lenti. Lo ha reso noto la Banca d’Italia nel Bollettino Economico n. 60 diffuso oggi.
Nel documento si sottolinea che, in tale contesto, il deterioramento dei conti pubblici è stato più contenuto rispetto ad altri Paesi. Anche perché il Governo italiano non ha dovuto accollarsi, come invece è successo altrove, salvataggi bancari. Se la crisi dunque sembra superata, il riavvio dei motori resta lento e anche nel complesso di Eurolandia - avverte la Banca Centrale Europea - “si attende che il tasso d’incremento del PIL resti moderato nel 2010”.
Sulla debolezza della ripresa italiana pesa soprattutto il ristagno dei consumi delle famiglie, ancora più evidente dopo la fine degli incentivi alla rottamazione delle auto. “Dal mese di aprile uno stimolo temporaneo ai consumi dovrebbe venire - auspica comunque Palazzo Koch - dalle misure di sostegno introdotte dal Governo”. Misure di stimolo che però non risolvono alcuni “ritardi strutturali” evidenti nel “dinamismo insufficiente” delle vendite all’estero, che risentono del differenziale di competitività dell’Italia con altri Paesi. Divario che c’era prima della crisi economica internazionale e che sembra permanere.
Per quanto riguarda poi i conti pubblici italiani, essi sono “fortemente peggiorati” lo scorso anno, ma il loro deterioramento “è risultato più contenuto che negli altri principali Paesi avanzati”. Sulle fronte delle entrate, Bankitalia segnala “un rallentamento della flessione del gettito” nel primo trimestre del 2010 (-0,8%) e per l’anno passato “una contrazione del 2,3%, inferiore a quella registrata dal PIL nominale”.
Sul fronte delle uscite sottolinea invece che “l’aumento della spesa primaria corrente è rimasto sostenuto, nonostante il rallentamento dei redditi da lavoro”. L’obiettivo di disavanzo del 5% nel 2010, indicato dal Governo nell’aggiornamento del Patto di Stabilità, “implica - avverte la Banca d’Italia - un sensibile aumento delle entrate e una netta decelerazione della spesa primaria”.
Sulle finanze pubbliche arriva un monito dalla Banca Centrale Europea, rivolto complessivamente ai Paesi di Eurolandia, a contenere disavanzo e debito. “È essenziale - dice la BCE - che i governi riducano gli squilibri di bilancio e correggano i disavanzi eccessivi entro i termini concordati. Un gruppo di Paesi dell’area dell’euro avvierà quest’anno il risanamento dei conti pubblici, mentre tutti gli altri dovranno predisporre misure correttive al più tardi entro il 2011. Occorre spingersi ben oltre il requisito minimo di aggiustamento strutturale annuo, fissato nel Patto di stabilità e crescita allo 0,5% del PIL”. (Ansa)

TORNA SU