Approvato dal Parlamento UE l’impianto della «Tobin tax»
Via libera, ieri, da parte della Commissione Econ del Parlamento UE, all’impianto della “Tobin Tax” proposto dalla Commissione europea: imposta dello 0,1% su azioni e bond e dello 0,01% sui derivati. I parlamentari, però, hanno proposto che, fino al 1° gennaio 2017, i tassi siano dimezzati per le operazioni sui titoli sovrani e per le compravendite dei fondi pensione. Il parere del Parlamento è solo consultivo. Sta agli 11 Paesi della “cooperazione rafforzata”, tra cui l’Italia, definire le norme. Per la Commissione Ue deve partire dal 1° gennaio 2014.
Nel dettaglio, come sottolineato in una nota, la Commissione parlamentare ha resistito alle pressioni che chiedevano l’eliminazione della tassa su alcuni prodotti (in particolare i titoli sovrani) e ha “tenuto la posizione a supporto della proposta di tassa a tutto tondo avanzata dalla Commissione europea”. “Nonostante una intensissima opera di lobbying – ha detto la socialista greca Anni Podimata, vicepresidente del Parlamento – il voto di oggi (ieri, ndr) ha dato prova di restare fermo e coerente con il suo approccio su questa tassa”.
Il testo approvato prevedrebbe che i Paesi che vorranno applicare la tassa sulle transazioni finanziarie possano applicare un tasso più alto per le più rischiose operazioni “over the counter” (OTC, fuori dai mercati regolamentati). Per ridurre l’impatto sui mercati dei debiti sovrani, fino al 1° gennaio 2017, tutte le operazioni sui bond dovrebbero pagare una “Tobin” dello 0,05%. Inoltre, le operazione dei fondi pensione europei, fino alla stessa data, verrebbero agevolate, consentendo di pagare lo stesso tasso dello 0,05% anche sui negoziati per i titoli azionari, mentre l’imposta per le operazioni sui derivati sarebbe della 0,005%.
Per disincentivare l’evasione della tassa, la Commissione Econ ha poi ribadito che nel testo legislativo finale dovrebbe essere introdotto il principio per cui la prova del pagamento della “Tobin” costituisce titolo di proprietà legale dei titoli trattati. In altre parole, chi non avesse la ricevuta del pagamento della tassa potrebbe non avere mezzo per rivendicarne la proprietà.
“Sulla Tobin tax l’Italia resta sulla sua posizione”, cioè contraria alla tassazione anche sui titoli di Stato: lo ha detto il Ministro degli affari europei Enzo Moavero, ieri, a margine dell’incontro con gli Eurodeputati, commentando il voto di del Parlamento europeo, che ha confermato l’impianto attuale della Tobin proposto dalla Commissione e che comprende anche i titoli Stato. Il timore dell’Italia, e degli altri Paesi con debito elevato, è che la Tobin così concepita avrebbe effetti sulle nuove emissioni di debito: l’aumento del costo delle transazioni sul mercato secondario potrebbe riflettersi anche sull’attrattività delle nuove emissioni facendo quindi aumentare i tassi. (Redazione)
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