Governo verso la rimodulazione dell’IMU, cuneo fiscale nella legge di stabilità
Dovrebbe essere definito entro Ferragosto il percorso di riforma dell’IMU. Sul modo in cui si procederà in tal senso, una posizione più chiara dovrebbe emergere mercoledì dalla riunione tra Governo e maggioranza.
Le ipotesi sul tavolo, comunque, sarebbero ancora diverse e punterebbero su una rimodulazione dell’imposta: dall’esenzione per le case di valore catastale medio-basso al calcolo di franchigie su un certo numero di vani o metri quadri, passando per un ampliamento della detrazione con riferimento all’abitazione principale e sue pertinenze. Al momento, infatti, al contribuente spetta una detrazione di 200 euro (aumentabile di 50 euro per ogni figlio, fino all’ottavo, di età non superiore a 26 anni, dimorante e residente nella casa): tale cifra potrebbe aumentare a 600 euro, soluzione che libererebbe dal pagamento circa l’80% dei contribuenti.
O, ancora, un’operazione più articolata, che prevedrebbe un’unica imposta con la TARES.
Insomma, il “rebus IMU”, o meglio quello della riforma della tassazione immobiliare, posta come clausola di salvaguardia per evitare il ritorno alla cassa il 16 settembre, resta ancora da risolvere. Senza contare l’aumento dell’IVA, che al momento dovrebbe scattare a ottobre, e i problemi politici in seno alla maggioranza, col Pdl che preme per la cancellazione dell’imposta municipale propria.
Al punto che sono bastate le parole di un Ministro a spostare gli equilibri. Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, infatti, ieri ha parlato della legge di stabilità, in cui, stando alle prime notizie, far confluire IMU, IVA e riduzione del cuneo fiscale. Una nota del Ministero ha poi rimesso in chiaro l’impegno del Governo per la riforma della tassazione immobiliare entro la fine di agosto, lasciando alla legge di fine anno la riduzione del cuneo fiscale.
Il titolare dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, ha invece spiegato che “le prossime tappe sono definite: evitare l’incremento di un punto dell’IVA e intervenire per ridurre l’IMU sulla prima casa delle famiglie e sugli immobili strumentali delle aziende, su capannoni, negozi e terreni”. Ma gli ha risposto subito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “Ancora prima di IMU e IVA, ci sono altri due interventi più urgenti da fare che sono il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e il cuneo fiscale del lavoro”.
A prescindere da quale decisione, essa dovrebbe però essere presa con estrema rapidità, anche per dar tempo di individuare coperture “certe”. Per questo il Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni parla da giorni di una riedizione della spending review, che potrebbe andare dagli incentivi alle imprese fino a un’ulteriore stretta sulla spesa sanitaria.
I “giochi” non sono però ancora fatti e si attende l’indicazione della maggioranza, anche per non mettere a repentaglio la vita dell’Esecutivo. (Redazione)
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