Draghi ai politici: proseguire con il consolidamento dei conti pubblici
La BCE continuerà a fare la sua parte tenendo i tassi ai minimi attuali, che potrebbero anche scendere ulteriormente se necessario, ma non si possono “obbligare” le banche, che percepiscono ancora i rischi di finanziare aziende “che non hanno clienti”, a scegliere investimenti più rischiosi dei titoli di Stato. Mario Draghi ha parlato anche di questo, ieri, alla Commissione economico-finanziaria del Parlamento europeo. Nelle tre ore di audizione Draghi ha parlato dapprima come presidente dello European Sistemic Risk Board (Esrb), poi come presidente BCE.
Per Draghi, il consolidamento dei conti pubblici “resta inevitabile”, anche se “in alcuni Paesi il disagio sociale è una tragedia”. Confermati i dati e le previsioni illustrate la settimana scorsa: la ripresa, “a passo ridotto”, arriverà nella seconda metà del 2013. La strada tracciata dalla BCE, dunque, continua ad essere la stessa: i politici non devono cedere ora che si vedono i primi segnali positivi. Tra questi segnali, Draghi cita Italia e Spagna, in cui “qualche progresso per la competitività” si comincia a vedere.
Sulla Grecia, Draghi ha affermato che “bisogna fare i complimenti al Governo” di Atene per quanto sta facendo, anche se ha aggiunto che “va invitato a procedere” sulla strada delle riforme “ora che si vedono i frutti”. Se il Fondo monetario internazionale, nel rapporto del 6 giugno, criticava la scelta di non avere ristrutturato di più e prima il debito greco, per Draghi così “si dimentica che nel 2010 e 2011 si temeva il contagio”, mentre “ora la situazione è diversa”. Intanto, l’avanzamento del programma di risanamento e aiuti è in ordine, e dopo la valutazione positiva della Troika, l’Eurogruppo ha deciso di dividere in due tranche gli aiuti che Atene si aspettava tutti insieme a luglio, e la prima tranche da 2,5 miliardi arriverà solo “in funzione delle riforme che dovranno essere messe in piedi entro il 19 luglio”.
Si dovrà attendere, invece, la fine dell’estate perché i Ministri delle Finanze europei possano esaminare la proposta sul meccanismo unico di risoluzione della crisi. (Redazione)
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