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Nel 2012, in calo le controversie pendenti presso le Commissioni tributarie

/ REDAZIONE

Giovedì, 1 agosto 2013

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L’analisi dell’evoluzione del contenzioso tributario nel 2012 evidenzia una diminuzione del numero complessivo delle controversie pendenti presso le C.T. Prov. e le C.T. Reg., pari a 686.234, rispetto alle 727.345 del 2011. Il dato è contenuto nella Relazione sul monitoraggio dello stato del contenzioso tributario e sull’attività delle Commissioni tributarie pubblicata da MEF e Dipartimento delle Finanze.

In base al documento, il 2012 ha fatto registrare un calo percentuale delle controversie pendenti (pari a circa il 6% rispetto al 2011) che ha interrotto l’andamento crescente che si protraeva dal 2007. Di tali controversie, oltre il 60% (ovvero 414.108) sono in giacenza da meno di 2 anni, il 30% circa sono in giacenza da un periodo compreso tra 2 e 5 anni e meno del 10% (ovvero 64.159) sono in giacenza da più di 5 anni. L’analisi per ente impositore rivela che il 58% dei ricorsi pendenti presso le Provinciali e il 75% degli appelli pendenti presso le Regionali riguarda l’Agenzia delle Entrate.
In forte calo i ricorsi pervenuti che, complessivamente, nel 2012 sono passati a 264.583 dai 330.130 del 2011.

Passando invece alla ripartizione del numero di controversie presentate nel 2012 per tipologia di tributi, emerge che la quota principale è rappresentata dai ricorsi/appelli che riguardano IRE, IRPEF e addizionali (60.182, pari al 23% del totale dei ricorsi/appelli prevenuti nell’anno), seguiti dai ricorsi/appelli che riguardano l’IRAP (34.054, pari al 13% del totale) e l’IVA (25.105, pari al 9% del totale).

Per quanto riguarda il valore complessivo dei ricorsi presentati nel 2012, esso risulta essere di poco inferiore a 40 miliardi di euro, ma solo una piccola parte riguarda grandi cifre. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, si tratta di cifre che riguardano fino a 20 mila euro e una parte molto consistente cifre fino 2.582 euro.

Nel dettaglio, a fronte di 264.583 ricorsi pervenuti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali, si registra un valore medio della controversia pari a 144.549 euro. Circa il 44% del totale dei ricorsi pervenuti alle Commissioni provinciali hanno a oggetto controversie con valore inferiore a 2.582 euro e oltre il 72% riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro, mentre solo l’1,5% dei ricorsi totali riguarda controversie di valore superiore a 1.000.000 euro. Tuttavia, a fronte di tale modesto valore percentuale, queste ultime controversie rappresentano circa il 75% del valore complessivo del contenzioso in entrata in termini monetari.

Per quanto attiene gli appelli pervenuti alle Commissioni regionali, circa il 25% hanno ad oggetto controversie con valore inferiore a 2.582 euro e il 54% riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro, mentre il 2,5% degli appelli totali riguarda controversie di valore superiore a 1.000.000 euro. A fronte di tale modesto valore percentuale, però, queste controversie rappresentano circa il 77% del valore complessivo del contenzioso in entrata in termini monetari.

Le statistiche relative a ricorsi e appelli, comunque, evidenziano che rimane alta la percentuale di vittorie del contribuente, come ha sottolineato Enrico Zanetti, Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera: “Anche per il 2012, quando i contribuenti fanno ricorso alle Commissioni tributarie, in primo grado di giudizio hanno ragione, nel merito della pretesa, più spesso loro che non le pubbliche amministrazioni che emanano gli atti impositivi: 46,11% contro 39,80% (14,09% i pareggi). Anche in secondo grado di giudizio, pur crescendo la percentuale delle volte in cui ha ragione nel merito della pretesa la Pubblica Amministrazione (49,20%), la percentuale di vittorie piene dei contribuenti rimane molto elevata, attestandosi al 40,20% (10,60% i pareggi)”.

I dati relativi alla percentuale di vittorie di Agenzia ed Equitalia non si discostano da questi dati, “tutti numeri – per Zanetti – francamente incompatibili con un sistema di riscossione che impone al contribuente che fa ricorso di versare comunque il 30% delle maggiori imposte contestate mentre è ancora in attesa del primo grado di giudizio. Scelta Civica, già in occasione del passaggio alla Camera del DL Fare, aveva proposto un emendamento finalizzato a riformare la riscossione frazionata in pendenza di giudizio di primo grado, evitando così che troppe volte i contribuenti si trovino ad anticipare somme in realtà non dovute in un periodo come questo di difficoltà finanziaria per tutti”. L’emendamento non è passato, ma “non per questo desisteremo”. (Redazione)

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