Nel 2012, in calo le controversie pendenti presso le Commissioni tributarie
L’analisi dell’evoluzione del contenzioso tributario nel 2012 evidenzia una diminuzione del numero complessivo delle controversie pendenti presso le C.T. Prov. e le C.T. Reg., pari a 686.234, rispetto alle 727.345 del 2011. Il dato è contenuto nella Relazione sul monitoraggio dello stato del contenzioso tributario e sull’attività delle Commissioni tributarie pubblicata da MEF e Dipartimento delle Finanze.
In base al documento, il 2012 ha fatto registrare un calo percentuale delle controversie pendenti (pari a circa il 6% rispetto al 2011) che ha interrotto l’andamento crescente che si protraeva dal 2007. Di tali controversie, oltre il 60% (ovvero 414.108) sono in giacenza da meno di 2 anni, il 30% circa sono in giacenza da un periodo compreso tra 2 e 5 anni e meno del 10% (ovvero 64.159) sono in giacenza da più di 5 anni. L’analisi per ente impositore rivela che il 58% dei ricorsi pendenti presso le Provinciali e il 75% degli appelli pendenti presso le Regionali riguarda l’Agenzia delle Entrate.
In forte calo i ricorsi pervenuti che, complessivamente, nel 2012 sono passati a 264.583 dai 330.130 del 2011.
Passando invece alla ripartizione del numero di controversie presentate nel 2012 per tipologia di tributi, emerge che la quota principale è rappresentata dai ricorsi/appelli che riguardano IRE, IRPEF e addizionali (60.182, pari al 23% del totale dei ricorsi/appelli prevenuti nell’anno), seguiti dai ricorsi/appelli che riguardano l’IRAP (34.054, pari al 13% del totale) e l’IVA (25.105, pari al 9% del totale).
Per quanto riguarda il valore complessivo dei ricorsi presentati nel 2012, esso risulta essere di poco inferiore a 40 miliardi di euro, ma solo una piccola parte riguarda grandi cifre. Nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, si tratta di cifre che riguardano fino a 20 mila euro e una parte molto consistente cifre fino 2.582 euro.
Nel dettaglio, a fronte di 264.583 ricorsi pervenuti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali, si registra un valore medio della controversia pari a 144.549 euro. Circa il 44% del totale dei ricorsi pervenuti alle Commissioni provinciali hanno a oggetto controversie con valore inferiore a 2.582 euro e oltre il 72% riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro, mentre solo l’1,5% dei ricorsi totali riguarda controversie di valore superiore a 1.000.000 euro. Tuttavia, a fronte di tale modesto valore percentuale, queste ultime controversie rappresentano circa il 75% del valore complessivo del contenzioso in entrata in termini monetari.
Per quanto attiene gli appelli pervenuti alle Commissioni regionali, circa il 25% hanno ad oggetto controversie con valore inferiore a 2.582 euro e il 54% riguarda controversie di valore inferiore o uguale a 20.000 euro, mentre il 2,5% degli appelli totali riguarda controversie di valore superiore a 1.000.000 euro. A fronte di tale modesto valore percentuale, però, queste controversie rappresentano circa il 77% del valore complessivo del contenzioso in entrata in termini monetari.
Le statistiche relative a ricorsi e appelli, comunque, evidenziano che rimane alta la percentuale di vittorie del contribuente, come ha sottolineato Enrico Zanetti, Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera: “Anche per il 2012, quando i contribuenti fanno ricorso alle Commissioni tributarie, in primo grado di giudizio hanno ragione, nel merito della pretesa, più spesso loro che non le pubbliche amministrazioni che emanano gli atti impositivi: 46,11% contro 39,80% (14,09% i pareggi). Anche in secondo grado di giudizio, pur crescendo la percentuale delle volte in cui ha ragione nel merito della pretesa la Pubblica Amministrazione (49,20%), la percentuale di vittorie piene dei contribuenti rimane molto elevata, attestandosi al 40,20% (10,60% i pareggi)”.
I dati relativi alla percentuale di vittorie di Agenzia ed Equitalia non si discostano da questi dati, “tutti numeri – per Zanetti – francamente incompatibili con un sistema di riscossione che impone al contribuente che fa ricorso di versare comunque il 30% delle maggiori imposte contestate mentre è ancora in attesa del primo grado di giudizio. Scelta Civica, già in occasione del passaggio alla Camera del DL Fare, aveva proposto un emendamento finalizzato a riformare la riscossione frazionata in pendenza di giudizio di primo grado, evitando così che troppe volte i contribuenti si trovino ad anticipare somme in realtà non dovute in un periodo come questo di difficoltà finanziaria per tutti”. L’emendamento non è passato, ma “non per questo desisteremo”. (Redazione)
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