Governo verso la cancellazione della prima rata IMU e la «service tax» a dicembre
Il Governo andrebbe verso la cancellazione della rata IMU di giugno e verso il varo, al più presto, della nuova service tax sugli immobili. A definire questi obiettivi è stato, ieri, il Sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, che ha precisato che “la data di pagamento della prima rata della nuova tassa sarà definita nella riforma stessa”. La prima scadenza potrebbe essere già a dicembre, in sostituzione della seconda rata IMU, a meno che il Pdl non ne chieda lo slittamento a gennaio.
Beretta ha definito la nuova service tax come “una tassa di servizio federalista”, che andrà affidata “il più possibile alla gestione dei Comuni”. Nella nuova tassa, a parere del Sottosegretario, dovrebbe essere assorbita “anche la TARES, per renderla una tassa dei servizi vera e propria”. Per la cancellazione definitiva della prima rata, il Governo è impegnato a coprire i 2,4 miliardi necessari con il decreto che sarà varato a fine mese. Secondo Baretta, “con il superamento dell’IMU e l’introduzione della nuova service tax il Governo metterà a disposizione dei Comuni almeno 2 miliardi” per far sì che “il risultato complessivo sia un minore esborso da parte dei cittadini”.
I temi potrebbero essere toccati durante un possibile Consiglio dei Ministri del 28 agosto e la service tax potrebbe “esistere” nell’ordinamento già a partire da settembre, se l’accordo politico porterà a intenderla come sostitutiva già della seconda rata dell’IMU. Intanto, un primo Consiglio dei Ministri potrebbe essere convocato già per domani o venerdì e potrebbe costituire un primo approfondimento anche su altri provvedimenti. Si dovrebbe, infatti, varare una riforma della Pubblica Amministrazione da parte del Ministro della Semplificazione Giampiero D’Alia già discussa prima dell’estate, mentre rimane da sciogliere il nodo dei 150.000 precari “pubblici”.
Il fronte più caldo resta comunque quello fiscale, anche se non è ancora prevista una riunione della cabina di regia. Improbabile, comunque, che nello stesso decreto, che stanzierà le risorse per cancellare la rata di giugno dell’IMU e darà il via alla riforma della tassazione sugli immobili, possa rientrare anche la soluzione sull’IVA (per la quale serve un altro miliardo). (Redazione)
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