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IMU, per esentare le case «per i figli» servono 37 milioni

/ REDAZIONE

Mercoledì, 11 settembre 2013

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Equiparare il trattamento fiscale delle case concesse a titolo gratuito ai parenti di primo grado in linea retta a quello delle “prime case” comporterebbe un minor gettito su base annua per i comuni di circa 37 milioni di euro. La stima è stata fornita dal Dipartimento delle Finanze e contenuta nella risposta del Governo al Question time della VI Commissione Finanze della Camera.

L’interrogazione è stata presentata dal Vicepresidente della stessa IV Commissione Enrico Zanetti e sottoscritta da Giulio Sottanelli e Mario Sberna (tutti esponenti di Scelta Civica).
“Fin dall’inizio di questa legislatura commenta Zanetti abbiamo cercato di ottenere questa equiparazione, ottenendo quanto meno l’approvazione di un ordine del giorno che impegnava il Governo a tenerne conto. Appurato che queste sono le somme in gioco, è impensabile che si preferisca investire un miliardo per togliere completamente l’IMU anche al 10% dei proprietari con le abitazioni di maggior valore e non si dia invece priorità a 37 milioni con i quali si smetterebbe di far pagare come seconde case pure le abitazioni di valore più modesto che i genitori concedono in uso gratuito ai figli che vi risiedono o viceversa”. L’impegno, conclude, è dunque quello di cercare di apportare modifiche e correttivi al DL 102/2013 in sede di conversione.

Il disegno di legge C.1544 è stato assegnato alle commissioni riunite 5ª (Bilancio, tesoro e programmazione) e 6ª (Finanze) in sede referente il 5 settembre 2013 e l’iter completo di conversione deve essere concluso entro il 30 ottobre 2013. (Redazione)

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