Agenzia al lavoro sul redditometro, con le indicazioni del Garante è a prova di ricorsi
Nessuno stravolgimento, semmai cambiamenti che rendono il redditometro ancora più forte, a prova di ricorso. Il direttore dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Salvatore Lampone, non mostra preoccupazione per la decisione del Garante Privacy d’imporre paletti a garanzia dei cittadini, anzi. “L’aver escluso completamente le medie – ha spiegato ieri – renderà più forte il nuovo redditometro, mettendolo al riparo da eventuali contenziosi”.
Intervenendo a un convegno a Cuneo, in Piemonte, dove non ha nascosto la propria insofferenza per le troppe regole burocratiche anti-corruzione che rischiano di lasciare poco tempo alla lotta all’evasione, anche il Direttore dell’Agenzia Attilio Befera ha confermato ieri il veloce avvio dello strumento: “Siamo assolutamente in linea con le indicazioni del Garante della Privacy, che non ci creeranno nessun problema”. Befera, invece, ha puntato l’indice su altre regole burocratiche: “Per stare dietro agli adempimenti di report previsti dalle nuove norme anti-corruzione, bisognerebbe ridurre di circa la metà l’attività di prevenzione e contrasto della corruzione stessa”, ha dichiarato, aggiungendo che “la burocrazia pubblica rischia di essere travolta dalle mole di incombenze per relazionare sull’attività che dovrebbe svolgere, tutto a danno di quella di controllo della spesa e della corruzione vera e propria”.
Gli occhi sono però puntati sull’attuazione del nuovo redditometro. Dopo il via libera definitivo ma “con osservazioni” del Garante Privacy, il testimone passa ora all’Agenzia delle Entrate: “Gli uffici – ha spiegato Lampone – stanno già lavorando per adeguarsi alle prescrizioni del Garante”, che l’Agenzia “condivide del tutto” perché hanno “rafforzato il nuovo redditometro”.
Comunque, alcuni adeguamenti erano già stati fatti, come, ad esempio, il fatto “la selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo era e resta basata sulle spese certe conosciute dall’Amministrazione finanziaria, come stabilito dalla circolare del luglio scorso”.
Non creerebbe più di tanto problemi, infine, l’ indicazione di escludere del tutto dal redditometro le spese medie ISTAT, anche se previste dal decreto del dicembre 2012. “L’uso – ha ancora chiarito Lampone – era già circoscritto a ipotesi residuali”. (Redazione)
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